Pubblicato Giovedì, 11 Novembre 2010 00:00

Genesi - La creazione

Genesi - La creazione

È scritto: " Con la sapienza il Signore fondò la terra. Con l'intelligenza Egli consolida i cieli".

Zohar, Midrash ha-Neelam, I - 207a

È scritto: Dio disse: "Sia la luce". E la luce fu. Disse Rabbi Yosè: "Quella luce fu nascosta e messa da parte per i giusti del mondo futuro, secondo quanto è scritto: 'La luce è stata emanata per il giusto'. Quella luce non fu utilizzata nel mondo altro che nel primo giorno della creazione, dopo di che fu nascosta e non venne più utilizzata. 
Rabbi Yehudà disse: "Se quella luce fosse stata nascosta del tutto, il mondo non avrebbe potuto sopravvivere per un solo momento. Ma fu nascosta e seminata come il seme che produce germogli e frutta, e attraverso di essa il mondo si mantiene. E non c'è giorno in cui questa luce non si irradi nel mondo, facendolo esistere. Il Santo che benedetto Egli sia, attraverso di essa alimenta il mondo.

Zohar, Midrash ha-Neelam, II - 148b  -149a

Disse Rabbi Shim'on: "Guai alle creature che non badano e non sanno. Quando al Santo che benedetto Egli sia, venne il pensiero di creare il mondo, in quell'unico pensiero furono presenti tutti i mondi e in esso vennero creati, secondo quanto è scritto: 'Li ha fatti tutti con sapienza'. Con quel pensiero che è la sapienza sono stati creati tanto questo mondo, che il mondo superiore. Egli distese la sua destra e creò il mondo superiore, distese la sinistra e creò questo mondo, secondo quanto è scritto: 'La mia mano ha fondato la terra e la mia destra ha disteso il cielo, io li chiamo ed essi si alzano assieme'. Tutti furono creati in un solo momento e in un solo attimo. Dio fece questo mondo in corrispondenza con il mondo superiore: ciò che esiste in alto è il modello di ciò che esiste in basso, e tutto ciò che esiste in basso è il modello di ciò che esiste nel mare. E tutto è uno.

Zohar, Midrash ha-Neelam, II - 20a

Rabbi Yosè prese a dire: "Come sono care le Tue sedi, o Signore delle schiere". Quanto dovrebbero meditare gli uomini sulle azioni del Santo che benedetto Egli sia!" Infatti gli uomini non pongono a mente e non sanno su che cosa si fonda il mondo e su cosa essi stessi poggiano. Quando il Santo che benedetto Egli sia creò il mondo, fece i cieli di fuoco e di acqua, mescolati insieme, ed essi non si solidificarono. Successivamente si solidificarono e stettero nello spirito eccelso. Di là Dio piantò il mondo in modo che poggiasse sulle colonne e queste colonne, a loro volta, non si reggono se non per merito di questo spirito. Quando esso si allontana, le colonne vacillano ed ondeggiano e tutto il mondo trema, come è scritto: 'Egli scuote la terra dal suo luogo e le sue colonne vacillano'.

Zohar, Midrash ha-Neelam, II - 77a

Rabbi Yehudà prese a dire: "Dio disse: sia un firmamento in mezzo alle acque, che separi le une dalle altre". Nello stesso momento in cui il Santo che benedetto Egli sia creò il mondo, creò anche sette firmamenti in alto, sette terre in basso, sette mari, sette fiumi, sette giorni, sette settimane, sette anni, sette cicli di settemila anni della durata del mondo. Il Santo che benedetto Egli sia si trova nel settimo di tutto. 
Sette firmamenti sono in alto, e in ognuno di essi ci sono stelle, costellazioni e pianeti. In ogni firmamento ci sono inoltre degli angeli, gli uni presso gli altri, che accettano su di loro il giogo del regno del loro Signore. Infine, in ogni firmamento ci sono angeli e divini servitori, diversi gli uni dagli altri: alcuni hanno sei ali, altri ne hanno quattro; alcuni hanno quattro facce, altri due, altri ancora una; alcuni sono di fiammeggiante, altri di acqua, altri di spirito, secondo quanto è scritto: 'Tu ti servi dei venti come dei tuoi angeli e del fuoco ardente come dei tuoi servitori'. Tutti i firmamenti, gli uni presso gli altri, sono come le membrane della cipolla, alcuni in alto, alcuni in basso. Ognuno di essi trema per il timore del suo Signore, in base alla cui volontà si muove o sta immobile. Al di sopra di tutti i firmamenti c'è il Santo che benedetto Egli sia, che sostiene tutto con la sua forza e il suo vigore. 
In corrispondenza dei firmamenti, ci sono sette terre in basso e sono tutte abitate. Alcune sono in alto e altre sono in basso . Tra una terra e l'altra un firmamento fa da separazione, cosicché ognuna di esse può essere contraddistinta con un nome particolare. In ogni terra c'è un giardino dell'Eden e una Gehenna, e vi vivono creature differenti le une dalle altre, secondo il modello degli angeli che vivono in alto. Alcune di esse hanno due facce, altre quattro, altre ancora solo una, e l'aspetto delle une è diverso da quello delle altre.

Zohar, Midrash ha-Neelam, III - 9b - 10a

Dio vide che tutto quello che aveva fatto era molto buono.

Zohar

Secondo la Genesi, quando Dio si accise a creare il cielo e la terra, non trovò nulla intorno a sé, se non Tohu, il caos, e Bohu, il vuoto e il suo spirito si librava su un abisso di tenebre. 
Il primo giorno della creazione Dio disse: "Sia la luce !" E la luce fu. 
Il secondo giorno creò uno spazio celeste, per separare le acque sopra di esso dalle acque sotto di esso e lo chiamò "cielo". 
Il terzo giorno radunò le acque sotto di esso in un unico luogo, lasciando scoperto l'asciutto. E Dio chiamò l'asciutto "terra" e la raccolta delle acque "mare" e ordinò alla terra di dare vita ai prati, alle erbe e agli alberi. 
Il quarto giorno creò il sole, la luna e le stelle. 
Il quinto giorno i grandi animali acquatici, i pesci e gli uccelli. 
Il sesto giorno gli animali della terra, i rettili e il genere umano. 
Il settimo giorno, soddisfatto del suo lavoro, riposò.

Alcuni affermano che Dio, dopo la creazione del cielo e della terra, formò una nebbia umida per irrigare il terreno secco, per consentire alle piante e alle erbe di germogliare. Creò poi un giardino nell'Eden e vi mise a guardia un uomo, Adamo, e disseminò il terreno di alberi. Diede poi vita a tutti gli animali, agli uccelli e ai rettili. 
Altre tradizioni sostengono che Dio creò i cieli, completi del sole, della luna e delle stelle, con un solo comando. Poi, vestito di una gloriosa veste di luce, dispiegò i cieli come l'immenso telo di una tenda e ricoprì l'abisso. Nascose poi le acque superiori in una piega della sua veste e stabilì la sua dimora dorata al di sopra del cielo, nascondendolo con una fitta oscurità, simile ad una tela di sacco e pose sotto di esso un tappeto dello stesso materiale. Cosparse poi di raggi le acque superiori e là innalzò il suo trono divino. 
Mentre era intento alla creazione, Dio si librava sopra l'abisso, posava su nubi o su cherubini, o ali di tempesta, oppure ancora afferrava i venti di passaggio e ne faceva suoi messaggeri. 
Pose la terra su solide fondamenta, pesò con cura le montagne e ne affondò alcune come pilastri nelle acque dell'abisso, arcuò la terra sopra di essi e chiuse l'arcata con un architrave formato di altre montagne. 
Le acque ruggenti dell'abisso, allora, si levarono e Tehom, la loro regina, minacciò di sommergere il lavoro di Dio. Ma Egli, sul suo carro di fuoco, fermò le gigantesche ondate e gettò dall'alto contro la regina raffiche di grandine, di fulmini e di saette. Annientò il mostruoso Leviathan, alleato di Tehom, colpendolo nel cranio e il mostro Rahab, trafiggendogli il cuore con una spada. La furia delle acque, allora, si placò e ripresero a fluire verso le vallate. Theom, tremante, si dichiarò vinta e Dio gettò un ruggito di vittoria e prosciugò le acque fino a far emergere le fondamenta della terra. Formò poi le scogliere, le sabbie e le dune e decretò che queste segnassero i confini delle acque. Emise poi un decreto che costrinse Theom, per quanto le sue acque potessero infuriare, a restare rinchiusa dietro cancelli sprangati con sbarre di ferro. 
Dio fissò poi i confini della terra asciutta. Concesse alle acque di Theom di sgorgare come ruscelli dalle valli e alla pioggia di cadere lievemente dalle stanze superiori della sua dimora, sulle cime delle montagne. 
Fece così crescere l'erba, per dare nutrimento alle mandrie. Fece crescere il grano e l'uva per nutrire l'uomo e i grandi cedri del Libano per fare ombra. 
Ordinò alla luna di segnare le stagioni, al sole di separare il giorno dalla notte e l'estate dall'inverno. Ordinò alle stelle di porre un limite all'oscurità della notte. Popolò la terra di animali, uccelli e creature striscianti e popolò il mare di pesci, di grossi animali acquatici e di mostri. Concesse anche agli animali feroci di camminare nella notte, purché ritornassero nelle loro tane al sorgere del giorno. 
Le stelle del mattino, nel vedere tutto ciò, proruppero in un inno di lode e i figli di Dio in grida di gioia. 
Quando la sua opera fu compiuta, Dio si ritirò in un santuario sul monte Paran, nella terra di Teman.

Secondo altre tradizioni, Dio creò i cieli con la luce della sua veste e quando la distese come una tovaglia, essa divenne sempre più grande, finché Egli esclamò: "Basta!". Creò la terra con la neve gettandone alcune manciate sulle acque, che gelarono e divennero polvere. La terra e il mare si allargarono sempre più, finché Egli gridò: "Basta!". 
Alcuni affermano invece che Dio mosse insieme due matasse, una di fuoco e una di neve, per compiere la creazione del mondo. E mosse insieme altre due matasse per creare i cieli. 
Sotto le antiche leggi dell'acqua dominarono il caos e il disordine e Dio, allora, esiliò Tohu e Bohu dalla terra, anche se Egli le riteneva due delle cinque propaggini che separano le sette terre. Si può facilmente riconoscere Tohu come la sottile e grigia linea dell'orizzonte da cui, ogni sera, nasce l'oscurità che si stende sul mondo. Bohu è il nome di alcune pietre luccicanti sprofondate nell'abisso dove sta in agguato il Leviathan. 
Dio trovò le acque superiori, maschili, e le acque inferiori, femminili, strette in un abbraccio appassionato e ordinò: "Che una di voi si innalzi e che l'altra precipiti!". Esse, però, si levarono insieme e Dio chiese: " Perché vi siete levate insieme?" "Siamo inseparabili" risposero con una sola voce "lasciaci al nostro amore!". 
Dio, allora, con un gesto del dito mignolo, le separò e levò le acque superiori sopra di sé e abbassò le acque inferiori sotto di sé. Poi, per punirle della loro tracotanza, si accinse a bruciarle con il fuoco, ma esse chiesero pietà e le perdonò, a patto che permettessero ai figli di Israele di passare sul suolo asciutto. 
In quell'occasione le acque sfogarono la sofferenza per la loro separazione correndosi incontro e sommergendo le cime dei monti. Quando però le acque inferiori sfiorarono la base del trono di Dio, Egli le colpì con la sua collera e le calpestò. 
Il terzo giorno, quando Dio volle concentrare in uno solo luogo le acque salate, in modo da far emergere la terra asciutta, queste protestarono e Dio, allora, colpì a morte il loro capo, Oceano. 
Superate queste difficoltà, Dio ordinò che ciascuna delle due acque avesse un proprio spazio. Nonostante ciò, all'orizzonte esse non appaiono separate, se non dalla breve distanza di tre dita. 
Dio proibì anche a Tehom, le acque dolci inferiori, di scaturire, se non a poco a poco e ottenne la loro obbedienza posando sopra di esse un scudo dove incise il suo nome: ineffabile. Quello scudo fu rimosso solo una volta, quando l'umanità peccò, ai tempi di Noè. Allora, Tehom si unì alle acque superiori e insieme allagarono la terra. 
Tehom dona alla terra tre volte tanta acqua quanta ne manda la pioggia. Alla festa dei tabernacoli, i sacerdoti del tempio versano acqua e vino sull'altare di Dio e Ridya, un angelo dall'aspetto di una giovenca di tre anni, con le labbra spaccate, comanda a Tehom: "Lascia sgorgare le tue fonti!" e ordina alle acque superiori: "Lasciate cadere la vostra pioggia!"

Secondo alcune tradizioni, una gemma, con inciso il nome del Messia, che fu trasportata dal vento finché si posò sull'altare del sacrificio appena costruito sul monte Sion e che vi era rimasta, è la prima cosa solida creata da Dio. 
Narrano anche che, quando Adamo chiese come fosse nata la luce, Dio gli diede due pietre, quella delle tenebre e quella dell'ombra della morte, che egli batté una contro l'altra, facendo sprizzare il fuoco. 
Allora Dio disse: "Così ho fatto io".

Secondo altre tradizioni, nel principio Dio creò numerosi mondi e li distrusse uno dopo l'altro, quando non ne fu più soddisfatto. Erano tutti abitati dall'uomo e migliaia di generazioni furono spazzate via da Dio senza che di essere rimanesse alcun ricordo. 
Dio rimase così solo, con il suo nome immenso e riconobbe che nessuna terra poteva essere degna, se non era abitata da uomini capaci di pentimento. Creò quindi, prima di tutto, sette cose: la legge, la Gehenna, il giardino dell'Eden, il trono divino, il padiglione celeste, il nome del Messia e il pentimento. 
Trascorsero due giorni divini e cioè duemila anni terrestri e Dio chiese alla legge, che era diventata sua consigliera: "Che cosa accadrebbe se creassi un nuovo mondo?" - " Signore dell'universo" replicò la legge, " se un re non ha né armate né campi, su che cosa può regnare? E se non c'è nessuno che lo possa lodare, quale onore può avere?". Dio ascoltò e approvò. 
Altri sostengono invece che la legge si oppose alla creazione dell'umanità e pregò: " Non lasciarmi alla mercé dei peccatori, che bevono il male come acqua!". E Dio rispose: " Io ho creato il pentimento come rimedio a tutto ciò, il trono divino come sede del mio giudizio, il padiglione per assistere ai sacrifici della penitenza, il giardino dell'Eden per premiare i virtuosi, la Gehenna per punire i peccatori, te per occupare la mente degli uomini e il Messia per raccogliere gli esuli.

 

Le correnti del tempo Vol.4

Le correnti del tempo

Siobhan 

Le correnti del tempo - Siobhan 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

La storia dell'uomo che riuscì a scorrere l'impossibile

Le correnti del tempo

L'affaire Stalingrad 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Secondo premio narrativa edita
Quarta edizione, 2015 - Concorso intenzionale di letteratura città di Pontremoli.

Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Opera selezionata dalla Giuria del premio nazionale Alberoandronico di Roma

anno 2016

Le correnti del tempo

 
 

Le correnti del tempo Vol.3

Le correnti del tempo

Mriya 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.2

Le correnti del tempo

Franziska 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Segnalazione particolare e quarto premio XXXVII premio letterario internazionale Casentino.
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.1

Le correnti del tempo

I demoni 

Le correnti del tempo 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato con medaglia
XXVIII edizione Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni” 
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Vincitore del
"Gran premio della giuria" 
Premio internazionale di poesia e narrativa della città di La Spezia

Le correnti del tempo

Segnalazione d'onore 
Premio Nazionale Letteratura e Teatro Nicola Martucci
Città di Valenzano - 2011

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 
Protected by Copyscape Web Plagiarism Scanner

Condividi

Seguici su

Powered by CoalaWeb