Pubblicato Sabato, 25 Maggio 2013 00:00

Il libro delle lamine

Il libro delle lamine

Le lamine d’oro orfiche risalgono all’inizio del IV secolo a.C. In esse sono contenute le istruzioni sul comportamento che il defunto che ha compiuto in vita un percorso d’iniziazione deve tenere nell’aldilà. Si tratta di un’opera singolare, soprattutto se la si colloca nella civiltà greca e che trova riscontro solo in Egitto, dove furono scritti i libri dei morti. La loro appartenenza all’orfismo è chiara, anche se numerosi sono gli elementi che richiamano al pitagorismo.

All’interno del gruppo delle lamine che riportano la formula “Sono figlio della Terra e del Cielo stellato” ci sono le lamine mnemosynie, nelle quali gli iniziati sono invitati a bere l’acqua del lago di Mnemosyne.

In queste lamine non vengono proposti riti o autopunizioni al fine di espiare le colpe di cui si è macchiata l’anima, ma è posto l’accento sulla funzione della memoria.

Lamina di Hipponion

A Mnemosyne è sacro questo. Andrai alle case ben costruite di Ade. C'è sulla destra una fonte. Accanto ad essa si erge un bianco cipresso. Lì discendono le anime dei morti per avere refrigerio. A questa fonte non accostarti, ma più avanti troverai la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne. Ci sono dei custodi ed essi ti chiederanno che mai cerchi attraverso la tenebra dell'Ade. Dì loro: “Sono figlio della terra e del cielo stellato. Di sete son arso e vengo meno. Datemi da bere la fredda acqua che viene dal Lago di Mnemosyne”. Essi sono misericordiosi per volere del sovrano degli Inferi e ti daranno da bere l’acqua del Lago di Mnemosyne. Quando avrai bevuto percorrerai la sacra via.

Lamina di Petelia

Troverai una fonte a sinistra delle case di Ade e accanto ad essa eretta un cipresso bianco. Non ti avvicinare a questa fonte. Ne troverai un’altra: la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne. Di’ ai custodi: “Sono figlia della terra e del cielo stellato. Urania è la mia stirpe e voi lo sapete. Di sete son arsa e vengo meno. Datemi la fredda acqua che scorre dal Lago di Mnemosyne”. Essi ti daranno da bere dalla fonte divina e da quel momento sarai sovrana con gli altri eroi.

Lamina di Farsalo 

Troverai una fonte a destra delle case di Ade. Accanto ad essa c’è un cipresso bianco. Non ti avvicinare a questa fonte. Più avanti troverai la fredda acqua che scorre dal Lago di Mnemosyne. I custodi ti chiederanno a quale scopo sei andato lì. Tu sii sincero.  Di’: “Son figlio della terra e del cielo stellato; Asterios è il mio nome. Son arso di sete. Datemi da bere l’acqua della fonte”. 

 

Mnemosyne, la memoria, è fondamentale, secondo i pitagorici, nel cammino verso la conoscenza. Secondo loro, infatti, si deve e conservare nella memoria tutto ciò che viene insegnato e spiegato.

La misura della conoscenza, di ciò che si apprende, è direttamente proporzionale alla capacità di ricordare, alla capacità di accoglierla nella parte dell’anima che impara e ricorda.

Mnemosyne non è solo la dea che è guida e presidio della vita dello spirito, ma la madre delle Muse ispiratrici e quindi presiede all’attività creativa dell’uomo.

L’anima umana è immortale. A volte rinasce, ma non si estingue mai. Essendo immortale ed essendo rinata molte volte, ha appreso tutta la conoscenza e può ricordare ciò che ha appreso nelle vite precedenti.

Mnemosyne, l’anima a cui è permessa l’ascensione all’iperuranio, ricorda ciò che ha visto quando ha avuto la possibilità di contemplare il vero. Mnemosyne consente quindi di approdare alla salvezza e di interrompere il ciclo delle reincarnazioni.

Invoco Memoria, sposa di Zeus, sovrana,
che ha generato le sacre sante Muse dalla voce sonora. Esente dal cattivo oblio che sempre turba la ragione, sostiene ogni intelligenza che vive con le anime degli uomini. Accresce la potente forte ragione dei mortali. Ama la veglia. Tutto fa ricordare e risveglia le menti di tutti.

La verità è racchiusa nelle dichiarazioni: “Son figlio della terra e del cielo stellato”; “Urania è la mia stirpe” e “Asterios è il mio nome”. Non si tratta solo della memoria delle vite precedenti: è  consapevolezza dell’origine divina dell’uomo, che è stata rivelata all’iniziato e che egli rischia di perdere nel corso suo viaggio nell’Ade, essendo così obbligato ad un nuovo passaggio nella vita terrena.

Chi beve alla vera fonte, quella che dà refrigerio, accede alla vita eterna, mentre coloro che cedono al desiderio e bevono alla prima fonte sono condannati a cadere nuovamente nella realtà corporea.

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