Pubblicato Mercoledì, 23 Marzo 2011 20:20

Ittiti

Ittiti

Mitologia

Durante il secondo millennio avanti Cristo, una popolazione conosciuta come gli Ittiti, che parlava una lingua indo-europea, si stabilì nella Terra di Hatti, nell’Anatolia orientale e sud orientale, l’odierna Turchia.

Gli Hatti erano un antico popolo che visse nell’odierna Anatolia centrale e sud-orientale e subirono le ondate migratorie dei popoli indoeuropei fra 2500 e il 1700 avanti Cristo.
Çatal Hüyük, la più antica città del mondo, a sud-est di Ankara, fu costruita da questa popolazione durante il primo neolitico, tra il IX e l’VIII millennio avanti Cristo. Si trattava di una  città priva di strade e composta da case a più piani, ammassate l’una sull’altra a scopo difensivo, a cui si accedeva tramite scale a pioli poggiate sui tetti. Queste case erano composte da poche stanze e fatte di mattoni di fango e di paglia essiccati al Sole.
Gli Hatti erano piuttosto evoluti: lavoravano i metalli e la ceramica, realizzavano affreschi che avevano temi sia religiosi, che ornamentali. Erano dediti alla pastorizia e avevano addomesticato il cane, di cui si servivano per governare le greggi. Realizzavano e tingevano tessuti per l’abbigliamento e avevano cura del proprio corpo.
Gli Hatti abbandonarono Catal Huyuk intorno al 5700 avanti Cristo e fondarono Catal Huyuk Ovest, che fu distrutta settecento anni dopo da un incendio. Gli Hatti si espansero nell’Anatolia e fondarono diverse città: Mersin-Tarso, Can Hasan, Beycesultan, Troia, Alaja Huyuk, Kultepe.
Gli Hatti si servivano di scribi ed utilizzavano l’assiro per i loro affari in Mesopotamia. L’antico nome dell’Anatolia, Terra di Hatti, è menzionato per la prima volta nella seconda metà del terzo millennio avanti Cristo in alcune tavolette mesopotamiche, scritte  in cuneiforme, nelle quali è scritto il testo di una richiesta di aiuto al re Sargon da parte dei mercanti assiri.
La lingua parlata dagli Hatti era una lingua non indoeuropea e quando essi furono sottomessi dagli Ittiti, la lingua scomparve, sostituita da quella degli occupanti, una lingua indoeuropea.
Gli Hatti non costituirono un impero, ma fondarono città-stato e piccoli regni teocratici, che furono conquistati dagli Ittiti a partire dal 2200 avanti Cristo. Continuarono però a costituire la maggioranza della popolazione dell’impero ittita e influenzarono molto gli Ittiti, da cui presero gran parte della religione e della mitologia. Gli Egiziani, nelle cronache della Battaglia di Kadesh, li descrivono come molto diversi dagli Ittiti.

Gli Ittiti non appartenevano al gruppo semitico, come le altre popolazioni mesopotamiche. Appartenevano  invece al gruppo indo-europeo e anche se usarono i caratteri cuneiformi delle scritture semitiche, la loro lingua è indoeuropea.
Intorno al diciannovesimo secolo avanti Cristo penetrarono nel nord est della penisola anatolica, si espansero nella Cappadocia, sottomisero gli Hatti e crearono un impero detto dei piccoli Stati.
Anittas, intorno al 1700 avanti Cristo, unificò il territorio e lo trasformò  in un vasto impero, con capitale Hussara. Ad Anittas succedette Labarna, che estese l’impero fino a raggiungere le coste del Mediterraneo e del  Mar Nero. Hattusilis, fondò Hattus (o Hattusas), la fortificò e ne fece il centro dell’impero. Mursilis conquistò Aleppo e arrivò fino a Babilonia, che non occupò.
I dio Telepinus diede agli Ittiti leggi e regole, norme religiose e civili, ordine e tranquillità.
In questo periodo gli Ittiti cominciarono ad allevare i cavalli, impararono a cavalcarli e misero a punto un particolare carro da guerra, che divenne la loro arma più efficace: il carro da guerra leggero, che fu presto adottato da tutti gli eserciti della regione.
Intorno al 1600 avanti Cristo cominciarono a specializzarsi nella fusione e nella lavorazione del ferro, che diede loro un’indubbia superiorità militare e che fu fonte di grande ricchezza perché il ferro per secoli fu il metallo più caro e più ricercato.
Gli Ittiti furono un popolo guerriero e la loro capitale, Hattusas, costituì sempre il centro della loro potenza.
Il re di Hattusas, Suppiluliuma I, intorno al 1350 avanti Cristo sottomise i Mitanni, che occupavano gran parte della Siria e i Cassiti e si scontrò con l’impero egiziano, con il quale l’impero ittita entrò in rotta di collisione con Mursilis Il e con Muwatallis.
Nel 1296 avanti Cristo l’esercito ittita, guidato da Muwattalis, ingaggiò battaglia con l’esercito egiziano, comandato dal faraone Ramesses II. Lo scontro avvenne a Kadesc, sul fiume Oronte.  L’armata egiziana fu sbaragliata dai carri da guerra ittiti, che accerchiarono i ventimila soldati dell’esercito di Ramesses.
Gli Egiziani, pur sconfitti, riuscirono ad evitare che gli Ittiti traessero dal loro successo tutti i vantaggi che avrebbero potuto e stipularono poi un trattato di pace, fra il 1280 e il 1269. Questo trattato costituisce il primo esempio conosciuto di un grande trattato politico. Fu inciso su tavolette d’argento e di argilla, che però andarono perdute. Rimase invece inciso in caratteri geroglifici sulle pareti del tempo di Ramesses e di Carnac.
Grazie al trattato, l’impero Ittita raggiunse l’apice della sua potenza.  Le  relazioni tra Ittiti ed Egiziani furono infatti molto strette: dieci anni dopo il patto il faraone Ramesses sposò la figlia del re degli Ittiti.
Dopo Kadesc il fratello di Muwatallis, Hattusilis III, usurpò il trono e da quel momento cominciò la decadenza  degli Ittiti.
La decadenza degli Ittiti, tra il 1100 e il 700  avanti Cristo, coincise col sorgere di nuove forze nella lonia. I popoli che prima erano alleati, si sollevarono e intorno al 1190 avanti Cristo cominciò la decadenza della capitale, Hattusas.
In questo periodo si afferma la potenza della città di Ilion. I re Ittiti dovettero fronteggiare i Misi e i Frigi e
Hattusas, la capitale degli Ittiti, cadde nelle mani degli invasori venuti dal mare
 e venne saccheggiata e distrutta nel 1100 avanti Cristo, durante il regno di Suppiluliuma II.
In seguito all’invasione l’impero si avviò rapidamente alla decadenza e si dissolse in un certo numero di città stato, che non mantennero alcuna coesione tra di loro. Per sfuggire agli invasori  molti Ittiti si spinsero a sud, fino alla Siria settentrionale, dove fondarono le città di  Carchmish, Sinjerli e Marash.
Nel 717 avanti Cristo le città stato sopravvissute furono sottomesse dagli Assiri, ad opera di Sargon II.

Le correnti del tempo Vol.4

Le correnti del tempo

Siobhan 

Le correnti del tempo - Siobhan 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

La storia dell'uomo che riuscì a scorrere l'impossibile

Le correnti del tempo

L'affaire Stalingrad 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Secondo premio narrativa edita
Quarta edizione, 2015 - Concorso intenzionale di letteratura città di Pontremoli.

Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Opera selezionata dalla Giuria del premio nazionale Alberoandronico di Roma

anno 2016

Le correnti del tempo

 
 

Le correnti del tempo Vol.3

Le correnti del tempo

Mriya 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.2

Le correnti del tempo

Franziska 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Segnalazione particolare e quarto premio XXXVII premio letterario internazionale Casentino.
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.1

Le correnti del tempo

I demoni 

Le correnti del tempo 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato con medaglia
XXVIII edizione Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni” 
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Vincitore del
"Gran premio della giuria" 
Premio internazionale di poesia e narrativa della città di La Spezia

Le correnti del tempo

Segnalazione d'onore 
Premio Nazionale Letteratura e Teatro Nicola Martucci
Città di Valenzano - 2011

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 
Protected by Copyscape Web Plagiarism Scanner

Condividi

Seguici su

Powered by CoalaWeb