Pubblicato Mercoledì, 23 Marzo 2011 20:20

Ittiti

Ittiti

Mitologia

Durante il secondo millennio avanti Cristo, una popolazione conosciuta come gli Ittiti, che parlava una lingua indo-europea, si stabilì nella Terra di Hatti, nell’Anatolia orientale e sud orientale, l’odierna Turchia.

Gli Hatti erano un antico popolo che visse nell’odierna Anatolia centrale e sud-orientale e subirono le ondate migratorie dei popoli indoeuropei fra 2500 e il 1700 avanti Cristo.
Çatal Hüyük, la più antica città del mondo, a sud-est di Ankara, fu costruita da questa popolazione durante il primo neolitico, tra il IX e l’VIII millennio avanti Cristo. Si trattava di una  città priva di strade e composta da case a più piani, ammassate l’una sull’altra a scopo difensivo, a cui si accedeva tramite scale a pioli poggiate sui tetti. Queste case erano composte da poche stanze e fatte di mattoni di fango e di paglia essiccati al Sole.
Gli Hatti erano piuttosto evoluti: lavoravano i metalli e la ceramica, realizzavano affreschi che avevano temi sia religiosi, che ornamentali. Erano dediti alla pastorizia e avevano addomesticato il cane, di cui si servivano per governare le greggi. Realizzavano e tingevano tessuti per l’abbigliamento e avevano cura del proprio corpo.
Gli Hatti abbandonarono Catal Huyuk intorno al 5700 avanti Cristo e fondarono Catal Huyuk Ovest, che fu distrutta settecento anni dopo da un incendio. Gli Hatti si espansero nell’Anatolia e fondarono diverse città: Mersin-Tarso, Can Hasan, Beycesultan, Troia, Alaja Huyuk, Kultepe.
Gli Hatti si servivano di scribi ed utilizzavano l’assiro per i loro affari in Mesopotamia. L’antico nome dell’Anatolia, Terra di Hatti, è menzionato per la prima volta nella seconda metà del terzo millennio avanti Cristo in alcune tavolette mesopotamiche, scritte  in cuneiforme, nelle quali è scritto il testo di una richiesta di aiuto al re Sargon da parte dei mercanti assiri.
La lingua parlata dagli Hatti era una lingua non indoeuropea e quando essi furono sottomessi dagli Ittiti, la lingua scomparve, sostituita da quella degli occupanti, una lingua indoeuropea.
Gli Hatti non costituirono un impero, ma fondarono città-stato e piccoli regni teocratici, che furono conquistati dagli Ittiti a partire dal 2200 avanti Cristo. Continuarono però a costituire la maggioranza della popolazione dell’impero ittita e influenzarono molto gli Ittiti, da cui presero gran parte della religione e della mitologia. Gli Egiziani, nelle cronache della Battaglia di Kadesh, li descrivono come molto diversi dagli Ittiti.

Gli Ittiti non appartenevano al gruppo semitico, come le altre popolazioni mesopotamiche. Appartenevano  invece al gruppo indo-europeo e anche se usarono i caratteri cuneiformi delle scritture semitiche, la loro lingua è indoeuropea.
Intorno al diciannovesimo secolo avanti Cristo penetrarono nel nord est della penisola anatolica, si espansero nella Cappadocia, sottomisero gli Hatti e crearono un impero detto dei piccoli Stati.
Anittas, intorno al 1700 avanti Cristo, unificò il territorio e lo trasformò  in un vasto impero, con capitale Hussara. Ad Anittas succedette Labarna, che estese l’impero fino a raggiungere le coste del Mediterraneo e del  Mar Nero. Hattusilis, fondò Hattus (o Hattusas), la fortificò e ne fece il centro dell’impero. Mursilis conquistò Aleppo e arrivò fino a Babilonia, che non occupò.
I dio Telepinus diede agli Ittiti leggi e regole, norme religiose e civili, ordine e tranquillità.
In questo periodo gli Ittiti cominciarono ad allevare i cavalli, impararono a cavalcarli e misero a punto un particolare carro da guerra, che divenne la loro arma più efficace: il carro da guerra leggero, che fu presto adottato da tutti gli eserciti della regione.
Intorno al 1600 avanti Cristo cominciarono a specializzarsi nella fusione e nella lavorazione del ferro, che diede loro un’indubbia superiorità militare e che fu fonte di grande ricchezza perché il ferro per secoli fu il metallo più caro e più ricercato.
Gli Ittiti furono un popolo guerriero e la loro capitale, Hattusas, costituì sempre il centro della loro potenza.
Il re di Hattusas, Suppiluliuma I, intorno al 1350 avanti Cristo sottomise i Mitanni, che occupavano gran parte della Siria e i Cassiti e si scontrò con l’impero egiziano, con il quale l’impero ittita entrò in rotta di collisione con Mursilis Il e con Muwatallis.
Nel 1296 avanti Cristo l’esercito ittita, guidato da Muwattalis, ingaggiò battaglia con l’esercito egiziano, comandato dal faraone Ramesses II. Lo scontro avvenne a Kadesc, sul fiume Oronte.  L’armata egiziana fu sbaragliata dai carri da guerra ittiti, che accerchiarono i ventimila soldati dell’esercito di Ramesses.
Gli Egiziani, pur sconfitti, riuscirono ad evitare che gli Ittiti traessero dal loro successo tutti i vantaggi che avrebbero potuto e stipularono poi un trattato di pace, fra il 1280 e il 1269. Questo trattato costituisce il primo esempio conosciuto di un grande trattato politico. Fu inciso su tavolette d’argento e di argilla, che però andarono perdute. Rimase invece inciso in caratteri geroglifici sulle pareti del tempo di Ramesses e di Carnac.
Grazie al trattato, l’impero Ittita raggiunse l’apice della sua potenza.  Le  relazioni tra Ittiti ed Egiziani furono infatti molto strette: dieci anni dopo il patto il faraone Ramesses sposò la figlia del re degli Ittiti.
Dopo Kadesc il fratello di Muwatallis, Hattusilis III, usurpò il trono e da quel momento cominciò la decadenza  degli Ittiti.
La decadenza degli Ittiti, tra il 1100 e il 700  avanti Cristo, coincise col sorgere di nuove forze nella lonia. I popoli che prima erano alleati, si sollevarono e intorno al 1190 avanti Cristo cominciò la decadenza della capitale, Hattusas.
In questo periodo si afferma la potenza della città di Ilion. I re Ittiti dovettero fronteggiare i Misi e i Frigi e
Hattusas, la capitale degli Ittiti, cadde nelle mani degli invasori venuti dal mare
 e venne saccheggiata e distrutta nel 1100 avanti Cristo, durante il regno di Suppiluliuma II.
In seguito all’invasione l’impero si avviò rapidamente alla decadenza e si dissolse in un certo numero di città stato, che non mantennero alcuna coesione tra di loro. Per sfuggire agli invasori  molti Ittiti si spinsero a sud, fino alla Siria settentrionale, dove fondarono le città di  Carchmish, Sinjerli e Marash.
Nel 717 avanti Cristo le città stato sopravvissute furono sottomesse dagli Assiri, ad opera di Sargon II.


Le divinità

Le divinità che componevano il pantheon degli Ittiti erano molto numerose. Tra il 1400  e il 1200 avanti Cristo, quando il potere centrale fu più forte, si tentò inutilmente di costituire una sorte di pantheon di stato, unificando i culti locali.
A capo degli dei, con la funzione di dio supremo, era il dio del tempo e dio del cielo, che rappresentava anche la montagna e la sua consorte, la dea della terra e delle acque dei fiumi e del mare.
Gli Ittiti veneravano ben mille divinità e di ottocento di queste conosciamo il nome. Condividevano molti miti con la tradizione hurrita, tra i quali i  miti di Ullukummis/ Kumarbis e  la storia di  Illuyankas. Assimilarono la religione degli Hatti e fecero proprie molte divinità della religione accadica. Esiste anche una versione ittita dell’epopea di Gilgamesh.

I miti di Kumarbis si riferiscono alle sue lotte per conquistare  e per difendere la sovranità sugli dei. È una divinità primordiale, che sarà soppiantata da nuova generazione di dei. Kumarbis, come Kronos nella mitologia greca, subentra al padre Anu dopo averlo evirato.
Illuyanka (o Illuyankas) era un dragone ucciso da Tarhunta/Teshub, Dio Tempesta del cielo e massimo dio del pantheon ittita.
Esistono due versioni di questo mito.
Secondo la versione più antica, fu il dragone (Illuyanka) a vincere. Teshub chiese allora consiglio alla dea hattica Inaras, che, dopo ottenuto l’aiuto di chiamato Hupasiyas in cambio delle promessa di andare a letto con lui, tese una trappola al dragone. Andò dal dragone con una grande quantità di cibo e di liquori e lo adescò per farlo bere e mangiare. Il dragone si ubriacò e divenne tanto gonfio da non poter entrare nella sua tana: allora Hupasiyas legò il dragone e il dio Teshub e gli altri dei e lo uccisero.
Secondo una versione più recente, Teshub venne sconfitto e Illuyanka gli strappò gli occhi e il cuore, simboli della compassione e della comprensione. Teshub sposò allora la dea Hebat, figlia Arm, un mortale. Essi ebbero un figlio, Sarruma, che sposò la figlia del dragone e chiese come dono di nozze gli occhi e il cuore di Teshub, suo padre. Avuti nuovamente gli occhi e il cuore, Teshub affrontò Illuyanka.
Nel momento in cui il dragone stava per essere sconfitto ed ucciso, Sarruma venne a sapere della battaglia e capì che suo padre si era servito di lui. Gli chiese allora di prendere la sua vita, insieme a quella di Illuyanka e così Teshub li uccise entrambi con una pioggia di tuoni e di fulmini.
La somiglianza con lo scontro tra il dio del cielo Zeus e il serpente Tifone, raccontato nella Biblioteca di Pseudo-Apollodoro, è evidente.
Illuyanka è un nome composto, Eluy-anka  e cioè il serpente di El, guardiano dell’Elohim e cioè della divinità. L’omologo nella mitologia canaanita è Lotan.

Alalure primordiale del cielo.

Anu, divinità di origine accadica.
Serve come coppiere Alalu per nove anni e poi lo sconfigge e lo confina sottoterra. Prende il suo posto sul trono e sceglie Kumarbis come suo coppiere. Allo stesso modo, dopo nove anni Kumarbis si ribella. Anu fugge in cielo sotto forma di uccello, ma Kumarbis lo raggiunge e lo evira,ingoiando il suo pene. Resta così gravido del seme di Anu  e genera Teshub, Aranzahu (il Tigri) e Tasmisu .

Kumarbis,il padre di tutti gli dei, secondo gli Hurriti.
È identificato con Enlil e Dagan . La sua città è Urkis. Dopo aver detronizzato ed evirato Anu,  genera Aranzahu e Tasmisu sul Monte Kanzuras. Partorisce Teshub, il Dio Tempesta, con molto dolore perché Teshub cerca di uscire dal suo ano. Ordina ad Ayas di dargli il figlio a divorare e lo ingoia.
Teshub cerca di rovesciare Kumarbis, che è impegnato in un amplesso con una pietra come se fosse una donna. Kumarbis ordina a Imbaluris , il suo messaggero, di inviare un messaggio al Mare, secondo il quale Kumarbis avrebbe dovuto continuare ad essere il padre degli dei. Il mare dà allora una festa per lui e in quell’occasione la pietra di Kumarbis partorisce Ullikummis. Kumarbis annuncia allora che suo figlio sconfiggerà Teshub, suo fratello Tasmisu e gli dei del cielo e ordina ad Imbaluris di ordinare  alla dea Irsirra di nascondere Ullikummis, in modo da proteggerlo da Teshub e da Ishtar .

Imbaluris, il messaggero di  Kumarbis.

Mukisanus, aiutante di Kumarbis.

Hannahanna ( Nintu , Mah), la madre di tutti gli dei.

Telepinu, il dio dell’agricoltura, è figlio di Teshub, il grande Dio Tempesta e della dea Hatti.
In preda ad una grande collera, di cui non si conosce il motivo, Telepinu decide di andarsene e in preda alla furia si mette le calzature al contrario. Allora il ciclo delle stagioni si ferma: la primavera e l’estate non arrivano, i fiumi restano gelati, l’erba non spunta e gli animali soffrono la fame e cominciano a morire.
Telepinu si è perso nella steppa e nessuno è in grado di trovarlo. Il grano non cresce, i bovini, le pecore e l’uomo non procreano più. Anche gli dei in cielo soffrono: mangiano senza saziarsi  e bevono, ma non placano la sete.
Cominciano allora a cercare Telepinu e  mandano un’aquila dalla vista acutissima che sorvoli le montagne. Anche Teshub, il grande Dio Tempesta, padre di Telepinu, lo cerca e comincia a soffiare ovunque, tra le rocce, nelle foreste, sulle onde del mare, lungo le vie e le città.
La dea Hannahannas, madre di tutti gli dei, manda allora un’ape alla ricerca di Telepinu. Il piccolo insetto lo trova addormentato, stanco del lungo viaggio e  per svegliarlo, lo punge alle mani e ai piedi. Il dio, furibondo, si mette allora a distruggere fiumi, città e montagne.
La piccola ape fugge e torna da Hannahannas, che manda allora l’aquila, insieme all’ape e alla dea Kamrusepa, una maga che inizia a cantare dolcemente antiche formule magiche e  depone davanti a Telepinu ogni sorta di cibo. Man mano che Telepinu mangia, la pace scende nel suo animo. Gli dei si siedono tutti insieme a banchetto e il mondo torna a rifiorire.
Questo mito spiega l’alternarsi ciclico delle stagioni. Ogni re ittita deve celebrare ogni giorno una serie di rituali e  deve pronunciare le preghiere necessarie a soddisfare gli dei per garantire la prosperità al Paese.
“Telepinu, una divinità potente e nobile sei tu. Ritorna nella casa del tempio! Qui ti supplico, con il pane e le bevande del sacrificio. Lasciami parlare a te solo, e, qualunque cosa ti dica, prestami orecchio, o dio, e ascolta. Volgiti con favore al re e alla regina, e verso i principi del Paese di Hatti. Prendi il tuo posto, Telepinu, dio potente, accanto al re, alla regina e ai principi. Fa venire la pioggia! Fa che passino venti favorevoli! Fa che tutto fiorisca e prosperi nel Paese di Hatti”.

Upelluri (Ubelluris)
Simile al greco Atlante, è un gigante che porta il mondo sulle sue spalle. Gli dei antichi hanno costruito la terra e il cielo su di lui, ma non se n’è accorto e nemmeno si è accorto che il cielo e la terra sono stati separati con un colpo d’ascia, o, secondo un’altra versione, con un affilatissimo coltello di rame.

Teshub, Dio delle tempeste, re di Kummiya, re del cielo, Signore della terra di Hatti.
È il capo degli dei e il suo simbolo è il toro. È raffigurato come un uomo barbuto a cavallo di due montagne. È il dio della battaglia e della vittoria, soprattutto quando la battaglia è con una potenza straniera. Col nome di  Taru è il consorte di Wurusemu. È figlio di Anus e di Kumarbis ed è stato concepito insieme a Tasmisus e a Aranzahus (il Tigri), quando Kumarmis ha inghiottito il pene di Anus. È però considerato figlio di Ea nel mito di Ullikummis . Informato da Anus sulle uscite possibili, cerca di uscire attraverso l’ano di Kumarbis, procurandogli grande dolore e non riuscendoci, esce attraverso la vagina.
Mandato la pioggia quando il Dio Luna,Kashku,  cade dal cielo.
Messo in allarme per l’imminente arrivo del Dio Sole, che in alcuni miti è suo figlio, ordina a  Tasmisus di preparare un pasto per il loro ospite e ascolta il suo racconto sull’improvvisa apparizione del gigante Ullikummis. Lui e Tasmisus sono poi condotti sul monte Hazzi da sua sorella, Ishtar e lì vedono la creatura mostruosa. Il Dio Tempesta guarda il figlio di Kumarbis con timore e Ishtar lo rimprovera. In seguito, incoraggiato dalla sorella, ordina a  Tasmisus di preparare i suoi carri per la battaglia e chiama a raccolta i temporali, i fulmini e la pioggia. La prima battaglia lo vede sconfitto. Invia allora Tasmisus da sua moglie, Hebat , per dirle che deve rimanere in un luogo nascosto. Quando torna, Tasmisus incoraggia il Dio Tempesta a cercare Ea nella città Abzu e a chiederle le Tavole del Destino. Ea taglierà allora i piedi di Ullukummis e inviterà Tasmisus e il Dio Tempesta a combattere il gigante azzoppato.
Combatte con il drago Illuyankas a Kiskilussa ed è sconfitto. Chiede aiuto agli dei e Inaras prepara una festa. Quando il drago dei suoi figli si sono rimpinzati al banchetto, il mortale Hupasiyas lo lega con una corda. Allora il Dio Tempesta, accompagnato dagli altri dei, li uccide.
In un’altra versione del mito, il Dio Tempesta viene sconfitto e Illuyanka gli strappa gli occhi e il cuore, simboli della compassione e della comprensione. Teshub sposa allora la dea Hebat, figlia Arm, un mortale. Essi hanno un figlio, Sarruma, che sposa la figlia del dragone e chiede come dono di nozze gli occhi e il cuore di Teshub, suo padre. Avuti nuovamente gli occhi e il cuore, Teshub affronta Illuyanka.
Nel momento in cui il dragone sta per essere sconfitto, Sarruma viene a sapere della battaglia e capisce che suo padre si è servito di lui. Gli chiede quindi di prendere la sua vita, insieme a quella di Illuyanka e così Teshub li uccide entrambi con una pioggia di tuoni e di fulmini.
Quando suo figlio, Telepinu , scompare, si dispera e si lamenta e Hannahannas gli dice di cercare se stesso.
In altre versioni di questo mito, è il Dio Tempesta a scomparire.
In un altro mito, compie un viaggio nell’Oltretomba spinto dall’ira e viene restituito con l’aiuto di sua madre Wuruntemu - Ereshkigal- dea del Sole di Arinna.
Manda Telipinu a recuperare il Dio Sole,  che era stato rapito dal Dio Mare. Il Dio Mare è talmente intimidito che dà in matrimonio a Telepinu sua figlia, ma esige un compenso per la sposa dal Dio Tempesta e questi, dopo essersi consultato con Hannahanna, paga il prezzo di mille pecore e di un migliaio di capi di bestiame.
Si accorge che sua figlia, Inara, è scomparsa e invia un’ape da Hannahanna per cercarla.

Seris (Serisu)
È uno dei tori sacri al Dio Tempesta. In preparazione per la battaglia, il Dio Tempesta ordina a Tasmisus di ungere le corna con l’olio e lo spingono sul monte Imgarra con Tella e il carro da guerra.

Tella (Hurris)
È uno dei tori sacri al Dio Tempesta. In preparazione per la battaglia, il dio della Tempesta ordina a Tasmisus di bardare la sua coda d’oro e di condurlo sul monte Imgarra con Seris e il carro da guerra.

Aranzahas, il fiume Tigri divinizzato.
È figlio di Anus e di Kumarbis, fratello del Dio Tempesta e di Tasmisus , spunta fuori dalla bocca di Kumarbis sul monte Kanzuras. Più tardi, si unisce con Anu e il Dio Tempesta per  distruggere Kumarbis.

Tasmisus
Figlio di Anus e di Kumarbis, è concepito insieme al Dio Tempesta e ad Aranzahas. Il fratello del Dio Tempesta e di Aranzahas, è sputato da Kumarbis sul monte Kanzuras. Più tardi, si unisce con Anu e il Dio Tempesta per  distruggere Kumarbis. Ricopre il ruolo di Tempesta, il dio guardiano.
Ha notizia che il  dio Sole si avvicina e informa il Dio Tempesta che si tratta di una  visita di cattivo augurio.

Suwaliyattas
Egli è un dio guerriero e, probabilmente, fratello del Dio Tempesta .

Hebat (Hepit, Hepatu)
La moglie del Dio Tempesta . A volte è raffigurata in piedi sul suo animale sacro, il leone. Dopo che il Dio Tempesta e Astabis falliscono nell’assalto ad Ullikummis, ha sentore  che Ullikummis può avere sconfitto il marito ed esprime la sua preoccupazione al suo servo Takitis e lo  incarica di convocare l’assemblea degli dei e di riportare notizie di suo marito. Presumibilmente le viene comunicata la notizia della sua sconfitta.  Tasmisus la raggiunge nella torre di guardia alta e  dice che il Dio Tempesta è relegato in un luogo nascosto per un po’ di tempo. È la madre di Sharruma .

Wurusemu , Dea del Sole di Arrina, padrona delle terre Hatti, regina del cielo e della terra, signora di re e di regine di Hatti, colei che ispira il governo del re e della regina di Hatti.
Questa dea fu poi assimilata con Hebat. È  la dea principale di Arrina e ha come il suo consorte Taru. È una dea della battaglia ed è associata con la vittoria militare ittita. È la madre del Dio Tempesta di Nerik e quindi è associata ad Ereshkigal.

Sharruma , il vitello di Teshub.
Figlio di Teshub e di Hebat, questo Dio è raffigurato con la testa di toro e  gambe umane, o con una testa umana su un corpo di un toro. È poi identificato con il dio del tempo, Nerik e con Zippalanda.

Takitis
È il servitore di Hebat.

Mezzullas
È la figlia del Dio Tempesta e della Dea del Sole di Arinna. Ha influenza con i suoi genitori.

Zintuhis
È la nipote del Dio Tempesta e della Dea del Sole di Arinna .

Ullikummi, l’uomo - diorite
È figlio di Kumarbis e della Pietra.  Questo dio è fatto interamente di diorite. È nato per essere usato come arma per sconfiggere il Dio Tempesta e i suoi alleati. Kumarbis lo aveva consegnato alla dea Irsirra per tenerlo nascosto al Dio Tempesta, al Dio Sole e a Ishtar . Dopo che la dea Irsirra lo ha presentato al Ellil, lo mettono sulla spalla di Upelluri, dove coltiva un ettaro in un mese.
Dopo quindici giorni cresce abbastanza che il Dio Sole lo può vedere, anche se è in fondo al mare. Messo in allarme dal Dio Sole, il Dio Tempesta si prepara per la battaglia finale in cima al monte Imgarra, ma consegue una vittoria provvisoria.  Ullikummi porta  Hebat fuori dal suo tempio, impedendole di comunicare con gli altri dei.  Astabis conduce settanta dei all’attacco contro di lui, cercando di togliere l’acqua intorno a lui, forse per fermare la sua crescita. Cadono però in mare e lui cresce di novemila leghe, scuotendo il cielo e la terra, spingendo in alto il cielo e sovrastando Kummiya. Ea lo individua e gli taglia i piedi con il coltello di rame che è stato usato per separare il cielo dalla terra. Malgrado le ferite, dice al Dio Tempesta, che perderà il regno dei cieli.

Il Dio Sole (e del cielo)
Si tratta probabilmente di un dio accadico importato. È il dio della  Giustizia e talvolta è il re di tutti gli dei. È alleato del Dio Tempesta , vede il gigante Ullikummis in mare e avvisa il Dio Tempesta.
Quando Telepinu scompare, causando una carestia, organizza una festa, ma è non serve a fugare la fame degli dei. Invia un aquila per cercare il dio, ma l’uccello non lo trova.
In un’altra versione del mito il Dio Sole è il dio scomparso.  Alla fine della giornata, viaggia attraverso il mondo sotterraneo. In altro mito è stato rapito dal Dio Mare e rilasciato quando Telipinu va  in suo soccorso. In una versione più lunga il Dio Mare lo prende in una rete e lo chiude in un vaso.

Hapantallis
È il pastore del  Dio Sole.

Dio Luna (Kashku hurrita)
Cadde sul killamar, attraverso i cancelli del cielo e scomparve. Il Dio Tempesta e Taru, la pioggia, fanno irruzione nel cielo dopo di lui. Hapantali è va da lui e pronuncia le parole di un incantesimo. Manda presagi di malattia e può essere placato col sacrificio di pecore.

Il Dio Mare
Rapisce il Dio Sole.  Quando Telipinu va a recuperare il Dio Sole, il Dio Mare è così intimidito che gli dà anche la figlia. Chiede poi un compenso per la sposa e riceve un migliaio di bovini e un migliaio di pecore. In un’altra versione, prende il Dio Sole in una rete mentre cade sull’orizzonte e lo ha sigilla in un vaso Kukubu permettendo ad Hahhimas di dominare la maggior parte degli altri dei.
In una delle magie Kamrusepa di guarigione si interroga il fuoco per conoscere la sua volontà .

Inaras
Figlia del Dio Tempesta, è la dea degli animali selvatici della steppa. Dopo che il Dio della Tempetsa è stato sconfitto da Illuyankas , lei esegue l’ordine di istituire una festa e recluta Hupasiayas di Zigaratta  per aiutare il Dio Tempesta a vendicarsi di Illuyankas e  lo prende come amante. Alla fine del banchetto, Hupasiayas  lega il serpente e i suoi figli con una corda. Allora il Dio Tempesta si scaglia su di loro e li sconfigge.
Dà poi ad Hupasiayas una casa su una scogliera, in cui vivere, ma lo avverte di non guardare fuori dalla finestra, perché non deve vedere la moglie e i figli. Lui disobbedisce e vedendo la sua famiglia chiede di poter tornare a casa. La dea allora lo uccide per la sua disobbedienza.

Illuyankas,  il drago.
Sconfigge il Dio Tempesta nella battaglia di  Kiskilussa. Più tardi è attirato fuori dalla sua tana con i suoi figli da Inaras, che lo invita ad una festa. Mangia troppo ed è troppo gonfio di entrare nella suatana e allora il Dio Tempesta, aiutato dagli altri dei, lo uccide.
In un’altra versione del mito, sconfigge il Dio Tempesta e gli sottrae gli occhi e il cuore. Più tardi, sua figlia sposa il figlio del Dio Tempesta.  Agendo su istruzioni del padre, il figlio chiede in dono gli occhi e il cuore. Quando questi gli vengono  restituiti, il Dio Tempesta uccide il drago e il proprio figlio, che si era  schierato con il drago.
Il rituale della sua sconfitta è invocato ogni primavera, a simboleggiare la rinascita della terra.

Hedammu
È un serpente che ama Ishtar.

Le divinità Irsirra
Sono dei che vivono nella terra oscura e sono incaricati da Kumarbis, attraverso Imbaluris, di nascondere Ullikummis agli dei cielo, al Dio Sole, al Dio della Tempetsa e a Ishtar. Fanno sedere il bambino sulla spalla di Upelluri e più tardi lo consegnano a Ellil .

Hapantalliyas / Hapantalli
Prende il posto del Dio Luna,  quando questi cade dal cielo.

Kamrusepa (Katahziwuri)
È la dea della magia e della guarigione.
Dopo che Telepinus è stato trovato, è ancora arrabbiato e gli dei le chiedono di guarirlo del suo brutto carattere. La dea esegue un elaborato rituale magico e rimuove il suo male e la cattiveria.
Per rimuovere le varie malattie si esegue un complesso rituale in suo onore e le malattie vengono trasformate in una nebbia che sale al cielo.

Astabis (Zamama, accadico Ninurta )
È un dio guerriero hurrita. Dopo che il Dio Tempesta fallisce il  primo attacco contro Ullikummis, giuda gli dei  su settanta carri da guerra in un attacco contro il gigante di diorite. Essi cercano di allontanare l’acqua da lui, per fermare la sua crescita, ma cadono dal cielo e Ullikummis diventa ancora più grande e sovrasta la porta di Kummiya.

Uliliyassis
È un dio minore che, opportunamente onorato, guarisce l’impotenza.

Kurunta
È un dio delle zone rurali, raffigurato come un cervo.

Kubaba
È la dea principale dei neo-ittiti, divenne la Cybebe dei Frigi e la Cibele dei Romani.

Yarris
È  un dio della peste. Si invoca la sua protezione ogni autunno.

Hasamelis
È il dio che protegge i viaggiatori rendendoli invisibili.

Zashapuna
Egli è il dio principale della città di Kastama e contende il primato al Dio Tempesta.

Zaliyanu
È  la moglie di Zashapuna.

Papaia
Una delle divinità che siedono sotto l’albero di biancospino in attesa del ritorno di Telipinus.

Istustaya
Una delle divinità che siedono sotto l’albero di biancospino in attesa del ritorno di Telipinus.

Miyatanzipa
Una delle divinità che siedono sotto l’albero di biancospino in attesa del ritorno di Telipinus.
Si siede sotto l’albero sacro Hippiyas,  quando Hannahanna trova Telepinu.

Fate-dee
Sono tra le divinità che siedono sotto l’albero di biancospino in attesa del ritorno di Telipinu. In un mito, sono le dee madri scomparse.

La Dea Nera
Una delle divinità che siedono sotto l’albero di biancospino in attesa del ritorno di Telipinus.

Lamma
Una delle divinità che siedono sotto l’albero di biancospino in attesa del ritorno di Telipinus.

Hahhimas (La brina)
Quando il Dio Mare cattura il Dio Sole, prende per mano gli dei delle piante della terra e degli animali e li  paralizza. È fratellastro dei fratelli Hasamili e li risparmia dalla sua presa.

Anu, Antu , Ninlil, Ellil
Sono divinità di  importazione assiro-babilonese, attraverso gli hurriti. Ellil si presenta con Ullikummis dalla divinità Irsirra e dichiara che il bambino sarà un potente rivale del Dio Tempesta.

Lelwanis (Lilwani, Ereshkigal , Ishtar ), il Sole della Terra.
È la Dea della terra e Del mondo inferiore. Le si dedicano sacrifici di pecore perché allontani le minacce e i cattivi presagi. Come Ereshkigal è identificata nella dea madre del Dio Tempesta ed è lei che lo aiuta a tornare dagli inferi, aprendo le porte della Terra Oscura.

Ayas ( Ea )
È  il custode delle “tavolette con le parole del destino”, le Tavole del Destino. Nel mito di Ullikummis è il padre del Dio Tempesta.

Shaushka
È una figura femminile associata ad Ishtar ed è raffigurata come una donna alata che cavalca, stando in piedi, un leone. Era la dea protettrice del re ittita Hattusilis II (1420-1400 aC).
Shaushka è una dea della fertilità, ma anche della guerra e della guarigione.
Sorveglia e suoi fratelli, il Dio Tempetsa e Tasmisus e li conduce per mano, sul Monte Hazzi, da cui è possibile vedere il gigante.
Accompagnata dalla sua arpa, canta per Ullikummis cieco e sordo. È amata  dal serpente Hedammu .

Ninatta
È un’accompagnatrice di Shaushka.

Kulitta
È un’accompagnatrice di Shaushka.


Demoni

Vari sono i rituali eseguiti per chiedere la protezione dei demoni o per allontanare le divinità malefiche evocate dagli stregoni.

Alauwaimis 
Correttamente evocato con rituali, libagioni e il sacrificio di una capra, questo demone scaccia la malattia e i  malefici.

Tarpatassis 
Correttamente evocato con rituali e il sacrificio di una moneta, questo demone allontana le malattie e garantisce una vita agiata, lunga e sana.

Mortali

Hupasiya
Lui è un abitante di Ziggaratta.  Inaras gli chiede di aiutarla a sconfiggere Illuyankas. Lui accetta in seguito alla promessa della dea di andare a letto con lui. Quando il drago e  i suoi figli si  sono ben rimpinzati alla festa di Inaras, Hupasiya li lega e il Dio Tempesta li uccide. Inaras gli dà una casa su una scogliera in cui vivere, ma lo avverte di non guardare fuori dalla finestra, perché non deve vedere la moglie e i figli. Lui disobbedisce e vedendo la sua famiglia chiede di poter tornare a casa. La dea allora lo uccide per la sua disobbedienza.

Le correnti del tempo Vol.5

Le correnti del tempo

Mission 

Le correnti del tempo - Mission 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo Vol.4

Le correnti del tempo

Siobhan 

Le correnti del tempo - Siobhan 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

La storia dell'uomo che riuscì a scorrere l'impossibile

Le correnti del tempo

L'affaire Stalingrad 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Secondo premio narrativa edita
Quarta edizione, 2015 - Concorso intenzionale di letteratura città di Pontremoli.

Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Opera selezionata dalla Giuria del premio nazionale Alberoandronico di Roma

anno 2016

Le correnti del tempo

 
 

Le correnti del tempo Vol.3

Le correnti del tempo

Mriya 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.2

Le correnti del tempo

Franziska 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Segnalazione particolare e quarto premio XXXVII premio letterario internazionale Casentino.
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.1

Le correnti del tempo

I demoni 

Le correnti del tempo 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato con medaglia
XXVIII edizione Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni” 
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Vincitore del
"Gran premio della giuria" 
Premio internazionale di poesia e narrativa della città di La Spezia

Le correnti del tempo

Segnalazione d'onore 
Premio Nazionale Letteratura e Teatro Nicola Martucci
Città di Valenzano - 2011

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 
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