Pubblicato Lunedì, 31 Ottobre 2011 17:05

La Dea - Afrodite - Anahita - Artemide - Astarte - Belili - Brigid

La Dea

Afrodite

È  la dea dell'amore, della bellezza, della sessualità, della sensualità della religione della Grecia classica.  Nel pantheon delle religioni antiche troviamo molte dee simili ad Afrodite: Inanna (nella terra di Sumer), Ishtar (a Babilonia), Hathor (in Egitto), Turan (presso gi Etruschi), Venere (a Roma).
Ushas ed Eos, le dee dell’alba delle culture indo- europee, sono molto simili a lei e il suo nome deriva probabilmente dalla sua omologa semitica: Astarte (Astoret).

Anahita
Nell’antica Persia era la dea delle sorgenti d’acqua, della fertilità e della maternità. Il suo nome significa “immacolata” ed è questo l’attributo che le era riconosciuto: Sura Anahita, maestosa immacolata.
Era considerata dal suo popolo la madre che lo nutriva e la guerriera che lo proteggeva, che governava il vento, le nubi, la pioggia e la grandine.
La terminologia usata nel 200 a.C. nel dedicarle il tempio seleucide di Kangavar è molto simile a quella usata dai cristiani per la Vergine Maria: Anahita, l’Immacolata Vergine Madre del Dio Mitra. 

Artemide
Figlia di Zeus e di Leto e sorella gemella di Apollo, è la dea armata di arco, simbolo della libertà e dell’indipendenza femminile.
L’origine del suo culto risale a tempi molto antichi.
Gli Etruschi la veneravano con il nome di Artume e Il cervo e il cipresso erano i suoi simboli sacri.
Artemide-Diana, Ecate e Selene-Luna divennero una triade lunare molto importante nel paganesimo, nel neopaganesimo, nell'esoterismo e nella wicca

Astarte
(Ashtart, Ashtoreth in ebraico, Atirat in ugaritico, As-tar-tu in accadico).
La dea fu venerata in tutta l’area semitica nord-occidentale. Dea della fertilità e della guerra, era l’omologa della babilonese Ishtar. Era la Grande Madre dei Fenici e dei Cananei.
Era venerata anche in gran parte del bacino del Mediterraneo: sulle coste della Fenicia, a Malta, a Tharros in Sardegna, ad Erice in Sicilia (col nome di Venere Ericina).
In Egitto venne identificata con Iside, in Grecia con Afrodite , ma anche con Urania e Cipride. In Siria con Atargartis (che i Romani chiamarono Syria).
È raffigurata nuda, spesso accompagnata dal leone, dal cavallo, dalla sfinge e dalla colomba. In Egitto è raffigurata con ampie corna curve.
Compare spesso nella Bibbia col nome di Astarte o Ashtoret.

Belili
(o Baalith)
La misteriosa dea sumera della luce, dotata di immensi poteri,  era una delle personificazioni della Grande Madre.  Il suo culto compare nei misteri eleusini.

Brigid
Lunghi capelli color del fuoco, da cui deriva il suo nome, occhi di smeraldo, madre, moglie e sorella di tutti gli uomini  e di tutti gli dèi, è una delle dee più importanti di tutta la mitologia celtica ed è una delle manifestazione della Triple Dea.
È la Dama del Lago delle leggende che ruotano intorno alla figura di Re Artù. Era considerata protettrice dei poeti, dei guaritori, dei druidi e dei guerrieri. Dea della fertilità e della poesia.
È stata assimilata dal cristianesimo, nel quale diviene Santa Brigida d’Irlanda e nutrice di Gesù. È anche accomunata alla Madonna, vergine e madre come lei.
Brigit bè legis, Dea dei guaritori; Brigit bè goibnechta, Dea degli artigiani ed in particolare dei fabbri; Brigit bè filid, Dea della fertilità e della poesia.
È identificata con le tre Dee  che diedero il nome all'Irlanda:  Eiriu, Banba e Fotla e più in generale con tutte le divinità femminili irlandesi, Airmed,i Boand, Etain, Tailtu. Era detta anche Belisama, colei che brilla di luce molto intensa; Sulis, creatura del sole; Brigantia, altissima e Bricta, colei che brilla.
A Roma divenne  Epona, protettrice dei cavalli e fu identificata con  Vittoria e con Minerva, dee della guerra.
Brigid, signora del fuoco e Santa Brigida d’Irlanda nel vudù diventano Maman Brigitte (o Grann Brigitte, Manman, Manman Brigit, Manman Brijit), la moglie di Baron Samedi.
È  una delle poche divinità vudù di carnagione bianca ed è raffigurata mora, con gli occhi verdi, con il viso dipinto a raffigurare un teschio. Il suo simbolo è un gallo nero.
Camminare, di notte, nei cimiteri, cantando e ballando sotto la luna. Beve rum con peperoncino e raccoglie fiori con cui adorna i propri capelli. Le farfalle si posano sui suoi capelli, a simboleggiare la brevità della vita.
È la protettrice delle pietre tombali contrassegnate dalla croce.

 

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