Pubblicato Lunedì, 31 Ottobre 2011 17:05

La Dea - Cerere - Cibele - Dana - Demetra - Diana - Durga - Hel

La Dea

Cerere

La dea della terra e della fertilità venerata dai Romani. Tutti i doni della terra, anche i fiori e la vita di tutti gli esseri viventi erano suoi doni. Aveva anche insegnato agli uomini la coltivazione dei campi.
Era raffigurata come una matrona molto bella, ma severa e maestosa, con una corona di spighe sul capo, una fiaccola in una mano e una cesta piena di grano e di frutta nell’altra.
È una divinità preromana, già Cerere venerata dagli Osci o Oschi e il suo nome (in osco Kerres, Kerria) deriva dalla radice indoeuropea ker e significa colei che ha in sé il principio della crescita.  Fu in seguito identificata con la dea greca Demetra. Il suo culto  era molto simile ai riti misterici celebrati ad Eleusi in onore di Demetra, di Persefone e di Dioniso.

Cibele
Cibele, la Grande Madre, dea della natura, degli animali e dei luoghi selvatici venerata in Anatolia è raffigurata come una donna bella e severa,  seduta sul trono tra due leoni o due leopardi. Sul capo porta una corona e in genere stringe un tamburello nella mano.
Il centro del culto di Cibele era  nella Frigia, a Pessinunte. Da qui, nel VII secolo a.C. si diffuse il Lidia e nelle colonie greche dell’Asia Minore, per poi passare i Grecia, dove venne identificata con Rea.
Cibele è la Magna Mater dei Romani. Il suo culto fu introdotto a Roma il 4 aprile dell’anno 204 a.C., quando il simbolo della dea, una pietra nera di forma conica, fu trasferito da Pessinunte.  Nel 191 a.C. la pietra nera fu collocata in un tempio sul Palatino appositamente costruito e orientato in modo particolare.
La pietra nera, detta anche “ago di Cibele”, costituiva uno dei sette oggetti che secondo le credenze dei romani garantivano il potere dell’impero.

Dana
Dana, identificata anche con Boand (Mucca Bianca), Brigit, Etain, Ana, è  la grande Dea Madre dei Celti, il popolo della Dea Danu  (Tuatha De Danann).  È il principio femminile che genera e distrugge il mondo in un eterno ciclo.

Demetra
Nelle iscrizioni in scrittura Lineare B di epoca Micenea trovate a Pilo sono menzionate “le due dee”, Demetra e Kore (la fanciulla), che altri non è che la stessa dea da giovane.  Il culto era connesso a quello delle due dee già presente nella civiltà minoica di Creta.
Il suo nome deriva dall’indoeuropeo  Dheghom mather, Madre terra, o Madre dispensatrice. Nella mitologia greca è la dea del grano e dell’agricoltura, dell’eterno rinnovarsi della terra, del ciclo delle stagioni, della vita e della morte. È anche  protettrice del matrimonio e delle leggi.
Le figure di Demetra e di sua figlia Persefone (l’incarnazione della dea stessa da giovane) rivestono un ruolo centrale nei Misteri Eleusini. I Romani la identificarono con Cerere.

Diana
Signora dei boschi e delle foreste, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti, protettrice delle donne, dispensatrice della sovranità. Così la veneravano gli italici e i latini.  Più tardi fu assimilata alla dea greca Artemide come dea della caccia e personificazione della Luna, ma la somiglianza tra le due dee è molto superficiale.
Diana era venerata come divinità trina, personificazione del Cielo e punto di congiunzione della Terra e della Luna. È stata anche oggetto di culto nella stregoneria.  Nel Vangelo delle streghe Diana è indicata come dea dei poveri, degli oppressi e dei perseguitati dalla Chiesa cattolica.

Durga
“Colei che difficilmente si può avvicinare”.
La dea guerriera di una bellezza accecante, creata per combattere e distruggere il demone Mahishasura, è una forma di Devi, la Madre Divina, che assume anche molte altre forme, tra cui Sarasvati, Parvati, Lakshmi, Kali.
È l’incarnazione della Shakti, l’energia creativa femminile e ha in sé il potere di creare e di distruggere ed è raffigurata come una donna bellissima che cavalca una tigre, con numerose braccia mani che impugnano diversi tipi di armi.

Hel
Hel, o Hella, è raffigurata con metà viso nero o cadaverico e l’altra metà normale.
Nei tempi più antichi fu la Grande Madre Dea Terra, che sfamava gli affamati e dava loro ristoro, ma successivamente divenne la dea del regno dei morti, paragonabile all’Ade greco.
La sua figura ricorda quelle di Parvati-Kalì, di Persefone e di Ecate.
Il regno di Hel è un luogo gelido, al quale si accede attraverso la grande caverna Gnipahellir, custodita dal feroce cane Garmr.
Una volta entrati, i defunti devono attraversare il fiume infernale Gjöll percorrendoun ponte d'oro custodito dalla gigantessa Mooguor.
Le anime vengono accolte nel palazzo di Eljuonir, la Reggia di Hel. Le anime degli assassini e dei traditori finiscono invece in un luogo chiamata Náströnd, dove vengono torturate allo scopo di costruire la nave “Nave di unghie”, Naglfar, sulla quale i morti torneranno per combattere nel giorno del Ragnarök.

 

Le correnti del tempo Vol.4

Le correnti del tempo

Siobhan 

Le correnti del tempo - Siobhan 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

La storia dell'uomo che riuscì a scorrere l'impossibile

Le correnti del tempo

L'affaire Stalingrad 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Secondo premio narrativa edita
Quarta edizione, 2015 - Concorso intenzionale di letteratura città di Pontremoli.

Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Opera selezionata dalla Giuria del premio nazionale Alberoandronico di Roma

anno 2016

Le correnti del tempo

 
 

Le correnti del tempo Vol.3

Le correnti del tempo

Mriya 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.2

Le correnti del tempo

Franziska 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Segnalazione particolare e quarto premio XXXVII premio letterario internazionale Casentino.
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.1

Le correnti del tempo

I demoni 

Le correnti del tempo 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato con medaglia
XXVIII edizione Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni” 
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Vincitore del
"Gran premio della giuria" 
Premio internazionale di poesia e narrativa della città di La Spezia

Le correnti del tempo

Segnalazione d'onore 
Premio Nazionale Letteratura e Teatro Nicola Martucci
Città di Valenzano - 2011

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 
Protected by Copyscape Web Plagiarism Scanner

Condividi

Seguici su

Powered by CoalaWeb