Pubblicato Lunedì, 31 Ottobre 2011 17:05

La Dea - Kali - Inanna - Iside - Ishtar

La Dea

Kali

La Regina della Morte.
Kali significa sia  tempo, che  nero: “colei che è il tempo”, o “colei che consuma il tempo”, o “la Madre del tempo”, o anche “colei che è nera”.
Rappresenta l'aspetto guerriero di Parvati, la sposa di Siva. È conosciuta anche come Devi, la dea, e Mahadevi,la grande dea.
Assume aspetti diversi: Sati, la donna virtuosa, Jaganmata, la madre del mondo, Durga, l'inaccessibile.
Kali appare per la prima volta nel Rig Veda sia come lingua nera delle sette lingue fiammeggianti di Agni, il dio del fuoco, sia come divinità femminile, con il nome di Raatri.
Inviata sulla Terra per sgominare un gruppo di demoni, inizia ad uccidere anche gli esseri umani. Per fermarla, Siva si distende fra i cadaveri e quando la dea si accorge che sta per calpestare il proprio marito, si placa.
Kali, la distruttrice, è il terzo elemento della triade indù, insieme a Brahma, il creatore e Vishnu, il preservatore. La sua funzione è però ambigua perché, secondo gli insegnamenti dell’induismo, la morte non implica il passaggio alla non esistenza, ma semplicemente una trasformazione e un passaggio ad una nuova forma di vita. La distruttrice, e cioè Kali, è colei che crea nuovamente.

Inanna
Nella terra di Sumer la dea Inanna era venerata come dea dell'amore e della bellezza. Era quindi l’omologa della babilonese Ishtar, della greca Afrodite e della romana Venere. Era anche venerata come dea della guerra, della fertilità e dei raccolti.
Figlia del cielo, sorella  Ereshkigal, dea oscura degli inferi, sposa del dio-pastore Dumuzi, al quale dedica bellissime poesie d’amore, la perdita del suo innamorato la trasforma in spietata seduttrice di uomini e di Dei. ”Nessun uomo è rimasto vivo fino all’indomani mattina, dopo avere giaciuto con lei nella notte”.
È singolare che le stesse statuette che raffigurano Lil-itu (Lilith), la dea dell’aria, risultino dedicate a lei, Inanna.
La sorella Ereshkigal è in realtà la sua ombra, il suo complemento e le due dee rappresentano un aspetto della dualità, in questo caso l’unione madre-figlia, della Grande Dea. 

Iside
Io sono colei che è la madre naturale di tutte le cose, signora e reggitrice di tutti gli elementi, la progenie iniziale dei mondi, il culmine dei poteri divini, regina di tutti coloro che popolano gli inferi, prima di quelli che affollano il cielo, unica manifestazione sotto una sola forma di tutti gli dei e le dee. Per mio volere si dispongono i pianeti in cielo, le salubri brezze marine e i lamentosi silenzi infernali. Il mio nome, la mia divinità sono adorati ovunque nel mondo, in diversi modi, con svariate usanze e con molti epiteti.
I Frigi, che sono i primi di tutti gli uomini, mi chiamano la Madre degli dei e Pessinunte; gli Ateniesi sorti dal loro stesso suolo, Minerva Cecropia; gli abitanti di Cipro, circondati dal mare, Venere Pafia; i Cretesi che portano frecce, Diana Dittina; i Siciliani che parlano tre lingue, Proserpina Stigia; gli Eleusini, la loro antica dea Cerere; alcuni Giunone, altri Bellona, altri Ecate, altri Ramnusia; e principalmente due stirpi, degli Etiopi, che risiedono in Oriente e sono illuminati dal sole nascente, e degli Egizi, che eccellono in ogni tipo di dottrina antica e che con le loro giuste cerimonie sono soliti adorarmi, mi chiamano con il mio vero nome, Iside Regina. (Apuleio, l’Asino d’oro)
Iside è la dea egizia della maternità e della fertilità. In lingua egizia il suo nome è Aset e cioè trono.
È in genere raffigurata come una donna vestita con una lunga tunica, che reca sul capo il simbolo del trono, mentre tiene in mano l’ankh, la chiave della vita. È stata anche raffigurata con corna bovine, tra le quali è racchiuso il sole e spesso come un falco o come una donna con ali di uccello. La signora del vento, che, sotto questo aspetto, ricorda, anche nell’iconografia, l’accadica Lil-itu. È dipinta in forma alata anche sui sarcofagi, nell’atto di prendere l’anima per condurla a nuova vita. È anche raffigurata mentre allatta il figlio Horus. Il suo simbolo è il tiet, il nodo magico che doveva essere portato al collo per avere la sua protezione.
Molte ed evidenti sono le similitudini che accomunano la raffigurazione di Iside e la rappresentazione della figura di Maria: i tratti delicati ed eterei, per esempio, il fatto che tengono entrambe in braccio un bambino, la Madonna, Gesù Bambino, Iside, Horus. Il fatto che in molti casi i templi consacrati ad Iside siano stati consacrati come basiliche dedicate alla Vergine e che i dipinti e le opere raffiguranti la dea egiziana siano stati modificati per raffigurare Maria, ha favorito la somiglianza nella rappresentazione delle due figure.

Ishtar
La dea dell'amore e della guerra, è l'omologa della dea sumera Inanna, da cui deriva. In origine era venerata come la Dea Madre ed era spesso raffigurata nell’atto di allattare.
È in realtà  una dea duplice: dea benefica dell’amore, della pietà, della natura e della maternità e demone terribile della guerra e della tempesta.
Signora della Luce Splendente, figlia di Sin, dio della luna, o figlia di Anu, dio del cielo, è associata al pianeta Venere. La sua figura è associata, come la Vergine Maria, alla stella ad otto punte, che simboleggia il fatto che il pianeta Venere ripercorre le stesse fasi in corrispondenza di un ciclo di 8 anni terrestri, cosa nota astrologi sumeri.
Come Inanna, anche  Ishtar  rappresenta, nell’Epopea di Gilgamesh, l’amore sensuale. Ishtar si innamora del pastore Tammuz, di un uccello, di un leone, di un cavallo, di un giardiniere e infine  di Gilgamesh, che però la rifiuta perché nessuno degli amanti della dea è sopravvissuto ad una notte d’amore con lei.

Le correnti del tempo Vol.5

Le correnti del tempo

Mission 

Le correnti del tempo - Mission 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo Vol.4

Le correnti del tempo

Siobhan 

Le correnti del tempo - Siobhan 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

La storia dell'uomo che riuscì a scorrere l'impossibile

Le correnti del tempo

L'affaire Stalingrad 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Secondo premio narrativa edita
Quarta edizione, 2015 - Concorso intenzionale di letteratura città di Pontremoli.

Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Opera selezionata dalla Giuria del premio nazionale Alberoandronico di Roma

anno 2016

Le correnti del tempo

 
 

Le correnti del tempo Vol.3

Le correnti del tempo

Mriya 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.2

Le correnti del tempo

Franziska 

 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato 
Segnalazione particolare e quarto premio XXXVII premio letterario internazionale Casentino.
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 

Le correnti del tempo Vol.1

Le correnti del tempo

I demoni 

Le correnti del tempo 

Emidio Dappino

Le correnti del tempo

Premiato con medaglia
XXVIII edizione Premio Letterario “Città di Cava de’ Tirreni” 
Sezione narrativa edita

Le correnti del tempo

Vincitore del
"Gran premio della giuria" 
Premio internazionale di poesia e narrativa della città di La Spezia

Le correnti del tempo

Segnalazione d'onore 
Premio Nazionale Letteratura e Teatro Nicola Martucci
Città di Valenzano - 2011

Le correnti del tempo

Le correnti del tempo

 
Protected by Copyscape Web Plagiarism Scanner

Condividi

Seguici su

Powered by CoalaWeb