Pubblicato Lunedì, 31 Ottobre 2011 17:05

La Dea - Lakshmi - Morrigan - Ninhursag - Nut - Parvarti - Sekmet

La Dea

Lakshmi
È rappresentata come una bella donna, con quattro braccia, seduta su un loto, vestita con vesti preziose e gioielli. Il suo atteggiamento è benevolo, è giovane ed ha un aspetto materno.
Il particolare più evidente dell'iconografia di Lakshmi è la sua costante associazione al fiore di loto.
Nell’induismo è la devi dell’abbondanza, della luce, della saggezza. del destino, della fortuna, della bellezza e della  fertilità.
L’induismo puranico la venera come Madre dell'Universo.

Morrigan
Morrigan, La Morrigan, Grande regina (an Mórrígan), è una divinità celtica.
Dea della guerra, della sessualità e della violenza, semina l’odio e combatte in mezzo agli uomini assumendo l’aspetto di un corvo, l’animale che si nutre dei cadaveri di coloro che sono morti in guerra.
Il suo cocchio è trainato da un cavallo dall'apparenza normale, ma in realtà il cavallo è agganciato al carro con un palo che passa attraverso il suo corpo ed è fissato alla sua testa con un piolo. I suoi abiti, i suoi capelli, il carro e il cavallo sono rossi perché il rosso è il colore dell'aldilà. La sua bocca compare su un solo lato della faccia.
Era una dea molto importante ed era identificata con Anu, nutrice degli dèi (ad Anu sono dedicati i “due seni di Anu”, le due colline gemelle nella contea di Kerry, nel Munster).
La Morrigan è in realtà  una dea molto antica e mutevole,  a volte benevola, a volte maligna, a volte bellissima, a volte terrificante. Un atteggiamento che la accomuna alla Devi indiana nei suoi vari aspetti: la dolce Uma, la guerriera Durga, la sanguinaria Kali.
Nella letteratura arturiana La Morrigan è Morgana, la sorella e amante di Artù. Che colei volle e causò la sconfitta e la morte del re e  lo condusse infine ad Avalon.
Nella mitologia irlandese La Morrigan fa parte di una triade, insieme alle due sorelle, Badb Chatra (il corvo della battaglia) e Nemain (la paura). Le tre furie, dee della guerra, assumono l’aspetto di corvi e volano intorno ai guerrieri che stanno por morire.

Ninhursag
Nin-hur-sag, Signora delle colline, era la dea sumera della Terra e formava con il dio An la Montagna cosmica An-Ki.
Rappresentava di volta in volta uno dei principi costitutivi dell’universo. Come Ninmah, la Signora maestosa, era la dea che aveva creato gli uomini, dando loro forma plasmando l’argilla; come Nantu, colei che partorisce, o come Nintur, Signora delle nascite, era la dea protettrice del parto; come Ninhursag, era la madre di tutte le creature viventi.
Come Ninmah, Signora maestosa, era identificata con la Madre Terra e sotto ogni aspetto Ninhursag era la Dea che genera la vita.
Per gli Accadi era Belet-ili,  Signora degli dei, o Baalat e per i cananei era Banat: la Dea che nella tradizione ebraica divenne la demoniaca Lilith, la prima donna di Adamo.

Nut
Nut o Nuit era la dea egizia del cielo e della nascita.
Era figlia di Shu, dio dell’aria e di Tefnut, dea dell’acqua. Era la sposa di  Geb, la terra, con cui ebbe quattro figli:  Iside, Osiride, Nefti e Seth.
È raffigurata come una donna nuda, ricoperta di stelle; ha le mani ed i piedi a terra, è  inarcata su Gebla, la Terra e porta un vaso d’acqua sulla testa. È anche rappresentata sotto forma una mucca, il cui grande corpo forma il cielo; sotto forma di un albero di sicomoro (simbolo dell’immortalità e col legno del quale venivano fatti i sarcofagi); sotto forma di una grande scrofa che divora i suoi piccoli, che simboleggiano le stelle.
A volte è rappresentata alata e la sua pelle è blu, simbolo della rinascita. A volte la sua pelle è giallastra e allora raffigura la dea Madre, che ha dato origine a tutti gli esseri viventi. La sua raffigurazione alata è molto simile a quella di Inanna e a quella di Lil-itu (Lilith).

Parvarti
Parvati, figlia della montagna, è una dea dell'induismo. Consorte di Shri Siva, è considerata la reincarnazione della sua prima moglie, Sati.
Parvati è identificata da centinaia di nomi, tra cui Uma, Lalitha, Gowri, Shivakamini, Aparna, Nanda.
La storia di Parvati è raccontata nel Kumarasambhavam, romanzo epico di Kalidasa.
Parvati era una fanciulla innamorata di Sri Siva e Kandarpa,  deva dell'amore, per aiutarla scoccò una freccia in direzione del dio mentre questi meditava, in modo da attirare la sua attenzione. Egli però perse la concentrazione e aprì il suo terzo occhio, che incenerì  Kandarpa. Con la morte del deva dell’amore il mondo perse il kama e cioè desiderio sessuale e divenne povero e infertile. Parvati sposò però  Siva e ottenne che Kama fosse risuscitato.
Parvati è considerata la rappresentazione di Shakti nel suo aspetto terrifico, come Durga e Kali (la devi nera che tutto divora). È quindi una Dea Madre dorata, ma anche oscura.

Sekmet
Sekhmet, Colei che è potente, raffigurata come leonessa o come una donna dalla la testa leonina, era una divinità solare zoomorfa della mitologia egizia. Dalla parola sekhem, che significa potere, derivano sia lo scettro, che il nome della dea.
Figlia di Ra, era la terribile dea della guerra, che impersonificava i raggi dal calore mortale del sole e incarnava quindi il suo potere distruttivo e l’aria rovente del deserto. I venti del deserto erano infatti il suo alito di fuoco, con cui puniva i nemici che si ribellavano al volere divino e imponeva l’ordine del mondo.
Portava la morte, ma era anche la dea protettrice dei medici. Aveva quindi  un aspetto duplice: era molto pericolosa e spietata, ma benevola con chi soffriva.

Io sono la fonte della dolce acqua,
sorgente radiosa della vita e del mondo

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