Pubblicato Domenica, 06 Novembre 2011 10:50

Lo stregone

Lo stregone

L’esistenza di due principi contrapposti, del bene e del male, non è stata certo inventata dal cristianesimo. L’esistenza del demonio, tuttavia, fa parte dei principi della fede cristiana al pari di quella di Dio.
I fedeli della Chiesa sono certi che Dio, la Madonna, gli angeli e i Santi hanno la possibilità di mostrarsi loro in forme diverse, compresa quella umana. Sono ugualmente certi, e non può essere altrimenti, che la stessa facoltà sia propria del demonio e dei diavoli che ad esso sono subordinati.
Il diavolo esiste, dunque, secondo i cristiani e ha la facoltà di apparire e di agire nel mondo reale. È dunque comprensibile e per certi versi logico che alcuni siano giunti alla conclusione che non c’è ragione per cui il principio del male non possa avere la sua Chiesa, i suoi sacerdoti e i suoi fedeli e che non c’è ragione che anche ad essi il demonio non conceda le stesse ricchezze, gli stessi agi, lo stesso potere che Dio concede alla sua Chiesa e ai suoi sacerdoti.
Perché non chiedere al demonio la gioia, la felicità, la ricchezza che Dio nega a loro? Perché non chiedere al demonio di aiutarli a sconfiggere la vecchiaia, le malattie, la morte?
Volendo, è possibile aggiungere a queste argomentazioni un ulteriore elemento, che attenua in qualche modo la negatività del demonio: si tratta di un angelo, un angelo caduto, ma pur sempre un angelo, che ha parlato con Dio, ha discusso con lui alla pari ed è entrato in conflitto con lui. Ha solo il torto di essere stato sconfitto.
Questi uomini si guardano intorno e vedono i demoni scolpiti a migliaia sulle cattedrali e vedono che il denaro, il potere che li circondano sono legati al peccato. E allora, si chiedono, perché non aderire al culto del demonio? Perché non diventare suoi sacerdoti? Perché non godere dei doni che sembra che egli distribuisca a manciate nel mondo?
Ed ecco che Satana ha i suoi sacerdoti: gli stregoni. E ancor più ha le sue sacerdotesse: le streghe. Le donne che, oltretutto, sono escluse dall’amministrare i sacramenti della Chiesa di Dio.
Quali sono le funzioni di questi sacerdoti? Così come il prete invoca l’aiuto e la benedizione di Dio, lo stregone invoca la maledizione dell’Inferno contro coloro che egli odia. Invoca l’aiuto del demonio per ottenere vantaggi e benefici materiali per coloro che sono disposti a fare un patto col diavolo. Patto che egli, lo stregone, ha già fatto.
A differenza del prete, a cui è vietato tentare Dio chiedendo miracoli, lo stregone sa come far apparire il demonio e i suoi subalterni.
Gli stregoni esperti in negromanzia, i negromanti, sono in grado di fare apparire i morti.
Spesso si attribuisce il nome di stregone o di strega ad individui che sono in realtà solo posseduti.
Spesso i casi di possessione diabolica sono mischiati con la stregoneria e sono correlati con il sabba e cioè con l’adunata di tutti gli stregoni di una zona, sotto il comando del demonio in persona.
Non tutti gli stregoni si dedicano però ai malefici. Molti si dedicano alla divinazione, alla predizione del futuro, alla lettura della mano o dei tarocchi. Si tratta in genere di nomadi, zingari, che nulla hanno a che fare col satanismo e molti sono i chiromanti, i cartomanti, gli astrologi, sia maschi che femmine, sparsi per le città.
Nel passato sono stati accusati di stregoneria gli alchimisti, coloro che si dedicavano ad una sorta di scienza sperimentale e tutti coloro che si allontanavano dalla dottrina della Chiesa. Queste persone, nel passato, venivano considerate immensamente ricche, si vociferava che sapessero come trasformare i metalli in oro, se avevano una figlia si diceva che era in realtà una diavolessa loro amante e, naturalmente, si dava per certo che avessero venduto l’anima al diavolo. Come Faust, per esempio.
Ruggero Bacone e Alberto Magno, che divennero arcivescovi, erano ritenuti stregoni, come Enrico III di Valois, re di Francia e la madre, Caterina de’ Medici. Furono ritenuti stregoni anche alcuni papi: Leone Magno, Onorio I e Silvestro II.

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