Pubblicato Giovedì, 03 Marzo 2011 19:41

Miti della terra di Sumer - Cultura e Religione

Miti della terra di Sumer

Cultura

Situata lungo il fiume Eufrate, Sumer sviluppò un’agricoltura e  un  commercio molto fiorenti. Privati cittadini e i templi possedevano greggi di pecore e di capre e aziende agricole di cereali e di verdure. Le navi andavano su e giù per il fiume e per tutto il Golfo Persico, portando ceramiche e vari prodotti e riportando frutta e materie prime provenienti da tutta la regione, tra cui cedri dal Levante.
Sumer è stata una delle prime civiltà alfabetizzate e ha lasciato molti documenti scritti di lezioni di scuola e di transazioni commerciali. Aveva forti eserciti, che con i loro carri e le loro falangi dominavano i popoli vicini.

Religione 

La religione degli antichi Sumeri ha influenzato tutto l'Oriente. Non solo i suoi templi e ziggurat sparsi per la regione, ma la cosmogonia, la letteratura e i rituali hanno influenzato i popoli vicini a tal punto che possiamo trovare echi di Sumer nella tradizione giudaico-cristiana-islamica. Da questi antichi templi e in misura maggiore, con gli scritti cuneiformi di inni, miti, lamenti e gli incantesimi, archeologi e mitografi sono stati in grado di ricostruire il mondo religioso dei Sumeri.
Ogni città ospitava un tempio, sede di un dio maggiore del pantheon sumero, come gli dei che controllavano le potenti forze che spesso dettavano il destino degli uomini. I capi della città avevano il dovere di compiacere la divinità protettrice della città, non solo per garantirsi la benevolenza di quel dio o di quella dea, ma anche per garantirsi la benevolenza delle altre divinità del consiglio degli dei. I sacerdoti hanno sempre avuto questo compito e lo hanno mantenuto anche quando il potere è passato ai re guerrieri. Il clero, infatti, ebbe sempre grande autorità perché preposto all’interpretazione dei presagi e dei sogni. Molti re rivendicarono di essere stati scelti dagli dei e quindi di governare per diritto divino. Sargon di Agade, ad esempio, sosteneva di essere stato scelto da Ishtar - Inanna.
Il santuario centrale rettangolare del tempio, conosciuto come “cella”, era un altare di mattoni posto di fronte di fronte a una statua della divinità del tempio. Dalla cella partiva una lunga fila di stanze per i sacerdoti e le sacerdotesse. Questi edifici di mattoni di fango erano decorati con mosaici geometrici e affrescati con immagini di animali e figure umane. Questi complessi architettonici si sono evoluti in ziggurat torreggianti.
Il tempio era composto da sacerdoti, sacerdotesse, musicisti, cantanti e prostitute sacre. Vi si tenevano tutti i giorni diversi rituali pubblici, sacrifici e libagioni. Si tenevano feste mensili e annuali, feste in occasione dell’inizio dell’anno. In una cerimonia, il re veniva sposato con Inanna, la dea della fertilità, dal risorto dio Dumuzi.
La religione investiva anche la sfera privata. Nonostante gli dei preferissero la giustizia e la misericordia, avevano creato anche il male e la sfortuna. Un sumero poteva fare ben poco,  al riguardo. Il meglio che si poteva fare nei momenti di difficoltà consisteva nel “far valere lamento e pianto, lacrime, confessando i peccati e le mancanze”. Il loro dio della loro famiglia o il dio della città avrebbe potuto intervenire in loro favore, ma non era assolutamente detto. Dopo tutto, l'uomo era stato creato con gli scarti, con quello che era rimasto dopo la creazione del mondo e alla fine della vita tutti erano destinati al mondo sotterraneo, un posto squallido e triste.

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