Pubblicato Giovedì, 03 Marzo 2011 19:41

Miti della terra di Sumer - Cosmologia

Miti della terra di Sumer

Cosmologia 

Da versi sparsi, inni e miti, si può delineare un quadro dell'universo (Anki) e della creazione secondo i sumeri. Il mare primordiale (Abzu) esisteva prima di ogni altra cosa e il cielo (a) e la terra (Ki) si sono formate da esso. Il confine tra cielo e terra era costituito da una volta massiccia (forse uno stagno) e la terra era un disco piatto. All'interno della volta era stata generata una sfera gassosa “lil”, l'atmosfera, le porzioni più luminose formarono le stelle, i pianeti, il sole e la luna.
Ognuna delle quattro maggiori divinità sumera è associato a una di queste regioni.

An
 , dio del cielo, era stato il dio principale del pantheon prima del 2500 a.C., ma in seguito la sua importanza diminuì.
Ki è probabilmente il nome originale della dea della terra, il cui nome spesso appare come Ninhursag (regina delle montagne), Ninmah (la signora splendete), o Nintu (la donna che ha partorito).
Sembra probabile che An e Ki siano stati i progenitori della maggior parte degli dei.
Secondo il racconto “Gilgamesh, Enkidu e gli inferi”, nei primi giorni sono state create tutte le cose necessarie. Cielo e terra sono stati separati. An ha preso il cielo, Enlil la terra, Ereshkigal gli inferi ed Enki salpò dopo di lei.
Nammu
 è la dea degli abissi acquatici, il mare primordiale. Lei può essere la prima di divinità all'interno della cosmologia sumera perché ha dato alla luce il cielo e la terra. È anche descritta sia come madre di tutti gli dei, che come la moglie di An. È la madre di Enki. Chiede ad An di creare servi per gli dei e segue le sue istruzioni per creare l’uomo, con l'aiuto di Nimmah  - Ninhursag.
Ninhursag
 (Ki, Ninmah, Nintu) è la madre terra.  Ki è il suo nome originale, anche se  con più frequenza appare come Ninhursag (regina delle montagne), Ninmah (la signora splendente), o Nintu (la donna che ha partorito).  Il più delle volte è considerata la sorella di Enlil, ma in alcune tradizioni è la sua sposa.
È nata come montagna cosmica unificata con An, da Nammu, e poco dopo la loro unione genera Enlil.
Nei primi giorni, come Ki, era stata separata dal cielo (An) ed era stata  portata via da Enlil. Lei e An sono stati i progenitori della maggior parte degli dei. Si unisce poi con Enlil e con l’assistenza di Enki genera il mondo vegetale e la vita animale.
Lei (come Nintu) portò la dea Ninsar da Enki, che a sua volta generò la dea Ninkur, che a sua volta generò Uttu, dea delle piante. Uttu generò otto nuovi alberi con Enki, ma quando questi mangiò i figli di Uttu, Ninhursag gli inflisse otto maledizioni e scomparve. Dopo essere stata convinta da Enlil ad annullare la sua maledizione, Ninhursag partorì otto nuovi figli di Enki, che cancellarono il dolore per la perdita dei primi.
È la dea madre e, come Ninmah, assiste nella creazione dell’uomo. Enki, essendo stato incaricato da Nammu di creare servi per gli dèi, spiega come fare a Nammu e a Ninmah e aiuterà a modellare l’uomo con l’argilla. Prima di iniziare il lavoro lei e Enki bevettero troppo ad una festa e si ubriacarono: formarono allora sei versioni malfatte di uomo ed  Enki, a sua volta crea anche un uomo malformato, che non riesce a mangiare.
Enlil
 (signore di ”lil”) nacque dall’unione di An e Ki. Enlil era adorato come dio dell'aria e signore del pantheon almeno dal 2500 a.C., quando il suo tempio Ekur a Nippur era il centro spirituale di Sumer.
Nei primi giorni si è separato dalla terra (Ki) e ha assunto la maggior parte dei poteri di An. È glorificato come “il padre degli dei”, “ il re del cielo e della terra”, ”il re di tutte le terre”.
Enlil crea l’alba, induce la crescita delle piante e la bontà. Inventa anche strumenti agricoli come l’aratro e il piccone. Senza la sua benedizione, una città non potrebbe sopravvivere.
Il più delle volte è considerato il marito di Ninlil, con Ninhursag come sua sorella, ma alcune tradizioni sostengono che Ninhursag è sua moglie.
È anche stato esiliato negli inferi (Kur) per lo stupro di Ninlil, sua sposa, ma è tornato con il primo frutto della loro unione, il dio della luna Sin (conosciuto anche come Nanna).
Ninlil lo segue in esilio come sua moglie. Si unisce tre volte con Ninil negli inferi e generano  tre divinità malvagie: Meslamtaea, Nergal e Ninazu.
Enlil ed Enki, a Enki sollecitano la dea Asnian a creare fattorie e campi per il grano e la dea Lashar a creare il bestiame. Assegnano a Lahar spazi di terreno per prendersi cura degli animali e ad Ashnan spazi per crescere i raccolti. Le due divinità agricole si ubriacano e cominciano a combattere e tocca a Enlil ed Enki risolvere il loro conflitto
Enlil crea due divinità: il pastore Enten  e l’agricoltore Emesh. Nacque però una controversia tra Emesh e Enten su chi dovesse essere riconosciuto come “agricoltore degli dei” e Enten ebbe la meglio.
Enki
 è figlio di Nammu, il mare primordiale.  È il signore dell’Abzu (l'abisso d’acqua) e della saggezza. Un tempo era conosciuto come En-Kur, signore degli inferi, che erano contenuti nell’Abzu. Ha lottato con Kur, come riportato nel preludio di “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi”, ha vinto e ha reclamato il titolo di “Signore del Kur” (il regno). È un dio delle acque, della creazione e della fertilità. Ha inoltre conseguito il dominio sulla terra.
Egli è il custode dei Me, le leggi divine.
Le Me sono state scritte da Enlil a Ekur e affidato a Enki  affinché lo custodisse e lo facesse conoscere al mondo, a cominciare da Eridu, il suo centro di culto. Portò il Me a Ur,  Meluhha e Dilmun e diede ordine al mondo con i suoi decreti.
Le Me sono dei decreti fondamentali della divinità, sui cui principi sono basate istituzioni sociali, le pratiche religiose, le tecnologie, i comportamenti, i costumi e  i rapporti umani della civiltà sumera. Le  Me sono state originariamente raccolte da Enlil e poi affidate ai Enk, con l’incarico di farle conoscere nelle città sumere, a cominciare da Eridu e continuando con Ur, Meluhha e Dilmun . Così si racconta nel poema ”Enki e l'ordine mondiale”, che descrive anche dettagliatamente i compiti delle varie divinità minori.
Inanna, che è il nume tutelare di Uruk , desidera aumentare la sua influenza e la sua gloria portando le Me ad Urk. Si reca ad Eridu, al santuario di Enki, sulla sua "barca del cielo" e chiede le Me, che offre poi trionfalmente a Uruk.
Le Me, non sono un qualcosa di unico, ma sono una somma di tante Me, che sono rappresentate come oggetti fisici e Inanna è in grado di mostrarli al popolo di Uruk, dopo averli portati fin lì con la sua barca. Alcuni di loro sono strumenti musicali; altri sono tecnologie come i cesti o sono astrazioni come “vittoria”. Non è chiaro nel poema come siano stati  immagazzinati, trasportati e resi visibili.
Non tutte le Me sono desiderabili o positive: tra queste ci sono “la distruzione delle città”,  “il tradimento”, “la discordia”, “l’odio”, che i Sumeri consideravano mali inevitabili della vita.

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