Pubblicato Giovedì, 03 Marzo 2011 19:41

Miti della terra di Sumer - Le sette divinità che decidono il destino

Miti della terra di Sumer

Le sette divinità che decidono il destino 

Oltre alle quattro divinità principali, ce ne sono centinaia di altre. Un gruppo di sette “decide il destino” e cioè An, Ninhursag, Enlil ed Enki e altre tre, Nanna, suo figlio Utu , il dio del sole e della giustizia e la figlia di Nanna, Inanna, dea dell’amore e della guerra.
Nanna
 (Sin, Suen, Ashgirbabbar) è un altro nome per il dio della luna Sin. Egli è stato concepito dopo che Enlil stuprò Ninlil. Nanna viaggia attraverso il cielo sulla sua Gufa (una piccola canoa fatta di ramoscelli intrecciati), con le stelle e i pianeti intorno a lui. Nanna è stato il nume tutelare di Ur ed è poi diventato re di quella città per volere di An e di  Enlil. Si recò a Nippur in barca, fermandosi in cinque città lungo il percorso. Quando arrivò a Nippur, offrì doni a Enlil e lo implorò di garantire che la sua città, Ur, sarebbe stata benedetta, prospera e non sarebbe stata allagata.
Nanna ha sposato Ningal e i due hanno concepito Inanna e Utu.  Riposa negli Inferi ogni mese e lì decreta il destino dei morti.
Ha nominato suo rappresentante mortale Ur - Nammu, che dà inizio alla terza dinastia di Ur.
Utu
 è il figlio di Nanna e Ningal e dio del sole e della giustizia. Va negli inferi, alla fine di ogni giorno. Di solito è raffigurato con raggi di fuoco che escono dalla sue spalle e dalle sue braccia e porta un coltello dalla lama seghettata.
Ha aiutato Dumuzi nella sua fuga dai demoni Galla, aiutandolo a trasformarsi assumendo diverse forme.
Su ordine di Enki, porta anche l’acqua per irrigare Dilmun, il giardino del paradiso, il luogo dove sorge il sole.
È responsabile della “Terra dei Viventi”
Inanna
 è la dea dell'amore e della guerra. In “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi” si dice che una donna piantò l’huluppu, l’albero sacro, nel giardino della dea Inanna, ma l’uccello Anzu fece  il nido per i suoi giovani tra le sue fronde,  Lilith scavò la sua  casa nel suo tronco e un serpente si nascose tra le  sue radici. Inanna chiese aiuto a Utu per scacciare gli ospiti sgraditi, ma Utu non la aiutò. Chiese allora aiuto a Gilgamesh, che abbatté l’albero e con il suo legno costruì un trono e un letto per Inanna. Più tardi, Inanna cercò di fare di Gilgamesh il suo amante, ma questi la respinse.
Lilith
, la vergine neraviene identificata con ki-sikil-lil-la-ke, donna demoniaca, in lingua sumera ed appare nella storia “L'albero huluppu”. In questa versione Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell'Eufrate, che è stato sradicato dall’erosione dell’acqua e lo pianta nel suo giardino con l'intenzione di utilizzare il suo tronco per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l’albero è cresciuto, non può essere utilizzato.

Quindi un serpente, che non può essere incantato fece il suo nido tra le radici dell'albero huluppu;
l'uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell'albero e la vergine nera Lilith costruì la sua casa nel tronco.

Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto pianse a dirotto e chiamò in aiuto il fratello Utu, che non la aiutò e allora si rivolse a Gilgamesh, eroe dotato di una forza prodigiosa, che uccise il serpente . L'uccello Anzu fuggì con i suoi piccoli verso le montagne e Lilith fuggì verso i luoghi selvatici.
Una fonte nella storia che descrive Lilith come la prima figura femminile vista da Adamo è L'alfabeto di Ben-Sira, intitolato a Yeshua ben Sira (II secolo a.C.), scritto nel X secolo d.C.
Nel libro si narra che Lilith in un primo momento provocò Adamo e gli tenne testa, ma fu  costretta ad abbandonare il Giardino dell'Eden, a testimonianza della superiorità morale ed etica, spirituale e sapienziale del genere umano sui demoni, che stanno su quello che nell’Alfabeto è chiamato “mondo dell'impurità”, conosciuto anche come “l'altro lato”.

Ella disse. “'Non starò sotto di te” ed egli disse, “e io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra”.

Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio, prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell'uomo e non avendo toccato l’Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.
In seguito Lilith si accoppiò con Asmodai e con vari demoni sulle sponde del Mar Rosso e generò gli  Jinn. Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith ed Egli mandò a cercarla tre angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof. Quando i tre angeli trovarono Lilith e le ordinarono di tornare, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo perché si era contaminata con i demoni e che non aveva nulla da temere dagli angeli perché era immortale. Gli angeli minacciarono allora di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni e Lilith promise che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva, se solo fossero stati pronunciati i nomi dei tre angeli.
Utu, fratello di Inanna, cercò di far sposare la dea con Dumuzi, il pastore, ma lei inizialmente lo respinse, preferendo l’agricoltore. Allora Dumuzi le assicurò che i suoi genitori erano buoni come lei e lei cominciò a desiderarlo. Quando i due ebbero consumato il loro rapporto, le piante e i cereali cominciarono a crescere. Dopo aver trascorso molto tempo nel letto matrimoniale, Inanna si proclamò dea della guerra e diede ordini agli eserciti seduta sul trono. Su richiesta Ninshubur, gli conferì il potere sulla fertilità delle piante e degli animali.
Inanna, dà vita ad una vicenda che ricorda il mito greco delle stagioni, il mito di Persefone. Si propone di assistere le esequie di Gugalanna, il Toro Celeste, marito della  sorella Ereshkigal. Prende delle precauzioni prima di partire, raccomandando alla sua serva Ninshubur di chiedere aiuto a Enlil, a Nanna o Enki se non avesse dovuto tornare dal suo viaggio negli inferi. Inanna bussa alla porta esterna del Kur, il mondo sotterraneo e dice al custode, Neti, che è un aiutante della regina Ereshkigal e questi le consente di passare attraverso le sette porte degli inferi. Dopo ogni cancello, deve togliersi gli ornamenti e gli articoli di abbigliamento, fino a che, dopo il settimo cancello, Inanna rimane nuda e si trova intrappolata negli inferi. Per salvarsi, condanna il proprio marito Dumuzi a prendere il suo posto, ma Dumuzi fugge, inseguito dai demoni.
Quando viene infine catturato e condotto nel sottomondo, la sorella di Dumuzi, Geshtinanna col suo pianto commuove Inanna ed Ereshkigal, che accettano che Dumuzi resti negli inferi solo per sei mesi e che per i restanti sei mesi dell'anno Geshtinanna prenda il suo posto, servendo come scriba e “contabile” col nome di Belet-seri, giustificando in tal modo l'alternarsi delle stagioni.
Geshtinanna divenne in seguito dea della vite e del vino: il suo nome è traducibile, infatti, come "Vite del cielo" (Ĝeštin.an.ak). Come per la storia greca del rapimento di Persefone, questo mito è  legato al cambiamento delle stagioni, alla nascita delle piante dal terreno con il ritorno di una divinità del raccolto dal mondo sotterraneo. Geshtinanna è anche associata con la crescita, ma mentre fratello sovrintende al raccolto del grano durante la primavera, lei sovrintende alla raccolta dell’uva in autunno.

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