Pubblicato Giovedì, 03 Marzo 2011 19:41

Miti della terra di Sumer - Semidei ed eroi mortali

Miti della terra di Sumer

Semidei ed eroi mortali

Dumuzi (Tammuz) è un pastore, figlio di Enki e di Sirtur e quindi è un semidio. Sovrintende alle stalle, agli ovili, al latte e al grasso. Ha un palazzo a Kur e coloro che entrano Kur gli devono rendere omaggio. È il marito di Inanna. In vita, era il re pastore di Uruk.
Ziusudra
 (Ziusura). Nella versione sumera della storia del diluvio, Ziusudra, figlio di Ubartutu (o di Shuruppak) è informato della decisione degli dei di distruggere il genere umano. Sopravvive al diluvio, ai venti e ai temporali a bordo di una grossa barca.  La tempesta dura sette giorni, prima che Utu disperda le acque.  Ziusudra fa allora sacrifici in onore di  Utu,An ed Enlilk, che gli donano la vita eterna.
Gilgamesh 
è un semidio, figlio del re-eroe Lugalbanda e della dea Ninsun. Gilgamesh, potrebbe essere stato un re storico di Erec, durante la prima dinastia di Ur. Fu anche il signore di Kulab e fratello di Inanna, secondo alcune tradizioni. Era  “il principe amato di An" e “chi compie atti eroici per Inanna”.
In "Gilgamesh e Agga", il re Agga di Kish invia un ultimatum a Erech. Gilgamesh cerca di convincere gli anziani che Erech dovrebbe saccheggiare Kish in risposta, ma gli anziani vogliono prendere tempo. Gilgamesh allora espone il problema alla gente della città, che accetta di prendere le armi. Agga cinge d’assedio Erech e Gilgamesh resiste con l’aiuto del suo servo, Enkidu. Manda allora un soldato attraverso le linee di Agga. Il soldato viene catturato e torturato e mentre questo accade, Gilgamesh scavalca le difese dell’accampamento di Agga, che,  colto di sorpresa, capitola. Gilgamesh accetta benevolmente la resa di  Agga e gli concede di tornare nella sua città.
In “Gilgamesh e la Terra dei Viventi”, Gilgamesh, addolorato per la morte che vede nella sua città, decide di andare nella “Terra dei viventi”. Lo dice a Enkidu e fa un sacrificio a Utu , che si occupa di quella terra e lo  informa delle sue intenzioni. Il dio fa allora uscire dal suo tempio sette guardiani - eroi. Gilgamesh recluta cinquanta uomini per accompagnarli. Scavalcano sette montagne, abbattendo gli alberi lungo la strada per  trovare il “cedro del suo cuore”.  Gilgamesh cade poi in un sonno profondo, presumibilmente dopo l’incontro con Huwawa, custode della vegetazione della montagna  ed  Enkiduri lo sveglia. Gilgamesh fa prigioniero Huwawa,  gli  mette un anello al naso e gli lega le braccia. Huwawa si ribella e Endiku lo decapita. Gilgamesh si irrita per lo scoppio d’ira di Enkidu.
In “Gilgamesh, Enkidu e gli inferi”, Inanna chiede aiuto a Gilgamesh quando il suo  huluppu viene infestato. Gilgamesh abbatte l’albero e con il suo tronco costruisce un trono e un letto per lei. In cambio del favore, Inanna costruisce per lui una pukku e una mikku, due oggetti simbolici di grande valore, probabilmente un tamburo e una bacchetta, strumenti musicali di carattere sacro nell'antica Mesopotamia. Gilgamesh li lascia fuori, va a dormire e quando si sveglia non riesce a trovarli: erano caduti negli inferi. Enkidu si offre allora di discendere agli inferi per recuperarli, ma nel farlo non segue i consigli di Gilgamesh per poter ritornare alla luce e rimane prigioniero nell’oltretomba. Gilgamesh prega il dio Enki di poter ancora un’ultima volta parlare ad Enkidu e viene esaudito: Enki intercede presso Nergal, signore dell'oltretomba, che permette all’anima di Enkidu di uscire temporaneamente dal Kur.
In "Gilgamesh e il Toro del Cielo", Gligamesh respinge le avances di Inanna, che, arrabiata, invia il "Toro del Cielo" a devastare Erech.
In "Morte di Gilgamesh", Gilgamesh è destinato a morire da Enlil, ma anche ad essere imbattibile come guerriero. Quando muore, la moglie e i servitori fanno offerte per Gilgamesh alle divinità degli inferi. Gli viene dato un palazzo nel mondo sotterraneo e viene venerato come dio minore dei morti. Suo figlio e successore fu Ur-lugal o Urnungal.
Enkidu
 è servo ed amico di Gilgamesh. Lo assiste nel liberare Erech dall’assedio di Agga e accompagna Gilgamesh e i suoi soldati nel viaggio nella “Terra dei Viventi”.  Il corpo principale del racconto Gilgamesh include un viaggio per il mondo sotterraneo. Enkidu entra nella “Grande Dimora” attraverso un cancello, al fine di recuperare la pukku e la mikku donati da Inanna. Rompe molti tabù del mondo sotterraneo, usa vestiti puliti e sandali, buon olio, un'arma, fa rumore e si comporta in modo poco rispettoso. Per queste violazioni è immobilizzato dal “grido degli inferi”.  Enki permette alla sua ombra di parlare un’ultima volta con Gilgamesh.
Gugalanna
 (Gugal-ana)  è il marito di Ereshkigal e “il Toro del Cielo”.
Huwawa
 è il “guardiano del cedro del cuore” nella “Terra dei viventi”, Huwawa ha  denti di drago e testa di leone; emette un rombo come l’acqua di alluvione; ha enormi zampe con artigli e una folta criniera. Ha vissuto in una casa di cedro. Sembra che abbia attaccato Gilgamesh, Enkidu e compagni. Fu decapitato da Endiku.
Namtar
, ”Fate”, è il demone responsabile della morte. Non ha mani, né piedi e non mangia e non beve.
Hubishag
 o Ningishzida è il dio dell'alba
Neti
 è lo scriba di Kur. 

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Premiato 
Secondo premio narrativa edita
Quarta edizione, 2015 - Concorso intenzionale di letteratura città di Pontremoli.

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Opera selezionata dalla Giuria del premio nazionale Alberoandronico di Roma

anno 2016

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