Pubblicato Giovedì, 03 Marzo 2011 19:41

Miti della terra di Sumer - La Bibbia e i miti sumerici

Miti della terra di Sumer

La Bibbia e i miti sumerici 

Tracce della religione sumera sopravvivono ancora oggi e si riflettono negli scritti della Bibbia.
In Ezechiele (08,14), si parla di una divinità sumera: il profeta vede le donne di Israele piangere per Tammuz ( Dumuzi ) durante un periodo di siccità.
Come scritto nella Genesi, i Sumeri dicono che il mondo si è formato dagli abissi acquatici e che il cielo e la terra sono divinamente separati l’uno dall'altro da una cupola solida.
Il secondo capitolo della Genesi introduce il paradiso dell’Eden, un luogo che è simile al Dilmun sumerico, descritto nel mito della “ Enki e Ninhursag”. Dilmun è una terra luminosa, santa e pura. È benedetto da Enki e trabocca d’acqua dolce. Enki lo riempie di lagune e palme. Ingravida Ninhursag e genera otto nuove piante. Eden, “in Oriente” ( Genesi 2,08 ), è un fiume che “sale” per formare quattro fiumi, tra cui il Tigri e l’Eufrate. È una terra molto rigogliosa e ha alberi da frutto. ( Genesi 2,9-10 ).
Nella seconda versione della creazione dell’uomo “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e così l’uomo divenne un essere vivente”. Enki e Ninmah (Ninhursag) usano un metodo simile per creare l’uomo. Nammu , regina degli abissi e madre di Enki, invita Enki a “impastate” il “cuore della creta che è sopra la Abzu” e a “darle forma”.
Tornando a Enki e a Ninhursag , troviamo un parallelo possibile con la creazione di Eva. Enki ha mangiato le piante che sono state generate da Ninhursag ed  è stato maledetto da Ninhursag, che gli ha inferto una ferita per ogni pianta che ha mangiato. Enlil chiede a Ninhursag di porre rimedio al danno che è stato fatto da Enki. Si unisce di nuovo con lei e gli genera otto nuovi figli, ciascuno dei quali è la cura per una delle sue ferite. Quello che cura la sua costola si chiama Ninti, il cui nome significa la regina di mesi, la signora della costola, o colei che fa vivere. Questa vicenda richiama quella di Eva.  Nella Genesi, Eva è creata da una costola di Adamo e il suo nome è legato alla parola ebraica fieno o di vita.
Nel prologo di “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi” troviamo il predecessore dell’albero della conoscenza del bene e del male, l’huluppu. Questo albero non contiene solo un serpente scaltro, ma anche Lilith, la prima moglie di Adamo.
Un’altra analogia riguarda la caduta dell’uomo, dopo la cacciata dall’Eden ed  è la mancanza di dolori del parto per coloro che vivono nel Dilmun (l’Eden). In particolare, Ninhursag partorisce in nove giorni, non in nove mesi.
I litigi tra il pastore  e l’agricoltore, come nel caso di Lahar e Ashnan o di Enten e di Emesh sono simili per certi aspetti alle dispute tra Caino e Abele. Nelle versioni sumeriche, sembra che non ci sia nessuna uccisione, ma non conosciamo la storia completa di Lahar e di Ashnan.
I dieci patriarchi della Genesi nati prima del diluvio hanno vissuto molto a lungo, la maggior parte di loro più di 900 anni. Il settimo patriarca, Enoch, visse solo 365 anni prima che gli fosse consentito di “camminare con Dio”.  La fonte sacerdotale o eloista enumera dieci patriarchi, mentre la fonte la fonte jahvista, che è anteriore e risale al X - IX secolo A.C. enumera solo sette patriarchi prima di Noè e cioè, includendo anche Noè, otto patriarchi antidiluviani.  L'ottavo re antidiluviano della successione dei re sumeri visse per centinaia di anni.
Una forte analogia si riscontra nelle storie bibliche e sumere del diluvio. Nella versione sumera, Ziusudra, uomo pio, è informato della decisione degli dei di distruggere il genere umano e si salva dal diluvio a bordo di una grossa barca. Il diluvio di Noè dura a lungo, mentre quello di Ziusudra dura sette giorni ed egli non riceve un patto da Dio, ma la vita eterna.
Per quanto riguarda il Nuovo Testamento, molti trovano analogie tra Dumuzi e Gesù perché Dumuzi è un re pastore ed è risorto dai morti. Il periodico ritorno di Dumuzi dagli inferi, però, non è un evento isolato, nella letteratura sumerica. Anche sua sorella Geshtinanna e la dea  Inanna risorgono periodicamente. La morte e la rinascita costituiscono un tema comune a molti miti agricoli, dove il ritorno della divinità coincide con il ritorno alla vita delle piante

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